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25 Giugno 2020
Marianna Martino

Script e storyboard per i tuoi video

Siamo arrivati all’ultimo post della serie legata al video marketing! Incredibile com’è volato il tempo.

Insieme abbiamo visto:

 

Oggi invece ci addentriamo proprio sul singolo video.

Tutto NON parte da una videocamera, bensì da un testo scritto. Eh sì, perché i video prima di girarli vanno scritti. Come le sceneggiature prima dei film.

Quindi prima di girare dobbiamo preparare uno script e anche uno storyboard. Di cosa si tratta?

Lo script è la traccia di quello che andrai a dire con la tua voce (in campo o fuori campo) nel video.

Lo storyboard è una traccia disegnata di ogni singola inquadratura del video, per capire dove piazzare la camera e immaginarti davvero come verrà il video e quanto durerà all’incirca ogni frame.

Ma come si scrive un buono script?

Ovviamente dipende dal tipo di video che andrai a fare: se è educativo, se è un tutorial, se è di presentazione di prodotto, se è un dietro le quinte/vlog del tuo lavoro. Ma tutti hanno dei tratti comuni.

  • Il tuo video parla di un argomento: decidilo in modo che risuoni nel tuo pubblico e possa essergli davvero utile.
  • Fai una scaletta delle cose che vuoi trattare nel video intorno a quell’argomento.
  • Cerca di andare al sodo, tratta ogni argomento in modo sintetico e pratico.
  • Le cose che scrivi sono quelle che dici: usa quindi un linguaggio simile al parlato per essere il più naturale possibile. Usa termini semplici e che sono simili al tono di voce che usi nel resto della tua comunicazione.
  • Nota a margine: andare a braccio è bellissimo. Se riesci e non perdi il filo del discorso, o non apri mille parentesi che poi non ti si segue più tanto, vai pure. Puoi farti una traccia di massima e su quella ricami a voce. Ma se sei all’inizio, meglio seguire pedissequamente quanto scritto, in un momento di calma e lucidità, sul foglio.
  • Inizia con un una frase a effetto, magari una domanda, che faccia fermare il tuo spettatore e lo invogli a proseguire nella visione. Non fare inutili e prolissi preamboli che ammazzano l’attenzione e il pathos.
  • Mantienilo breve: a meno che stai spiegando qualcosa di difficile che merita spazio, o a meno che il tuo pubblico sia abituato a contenuti lunghi o a meno che tu non stia facendo un’intervista a Michelle Obama, cerca di fare uno script breve che dia come risultato un video breve.
  • Tira sempre le somme, alla fine, di quanto hai detto nel video, tipo morale della favola.
  • Saluta i tuoi spettatori e ricordagli di fare qualcosa: comprare, prenotare, iscriversi alla newsletter, seguirti sul canale YouTube, guardare altri video, leggere il tuo libro, eccetera eccetera.

 

E dopo?

A questo punto, fatta la prima bozza del tuo script, rileggi per controllare se hai detto tutto quello che desideravi, se ti sembra tutto chiaro, se ci sono momenti morti, se puoi specificare meglio, fare esempi, tagliare, e via discorrendo.

Una cosa utile nello script è capire già cosa dirai mentre sei inquadrato e cosa invece dirai in voice over (voce fuori campo) mentre a schermo scorrono altre immagini: dei tuoi prodotti, di foto o video di casi studio, di te che lavori, cammini o fai cose.

Quindi quando scrivi devi già avere a mente che cosa si vedrà a schermo. Ed è per questo che si fa lo storyboard.

Siccome non sono un’espertona in merito, visto che i nostri video sono sempre molto semplici e, spesso, girati con una sola camera, ho pensato di chiedere qualche consiglio al nostro docente e amico Nicolò Davoli di Comò Lab. che gentilmente mi ha prestato un po’ del suo sapere.

Ma come si fa un buono storyboard?

Ecco cosa mi ha detto Nicolò: “Lo storyboard è un file che fai a video o ti stampi che ti serve a iniziare a ragione sulla parte visiva del tuo video. Progettando un video, capita spesso di fermarsi allo step prima, cioè lo script, perché lo storyboard sembra sempre troppo complesso da fare. Il fatto, però, è che è super utile.

Lo storyboard può essere composto da disegnic(fatti alla buona) di come visualizzi ogni singola inquadratura. Ma potresti farlo anche soltanto con delle foto, per fare più veloce.

Quindi come si fa? Prima fai il sopralluogo della location del tuo video, per capire come sono gli spazi, dove potresti collocare il tuo soggetto (cioè, chi parla) e dove mettere la camera e come inquadrare. Fatto il sopralluogo, ti occupi dello storyboard.

Lo storyboard ti serve per meditare sulla concretezza. Non vai alla cieca, e riprendi sul momento. Ma prima ragioni sul minutaggio del parlato per capire quante immagini/girato ti servono. Stai già ragionando su come riprendere, cosa ti serve nella location e se è abbastanza illuminata: stai facendo un ragionamento visivo”.

Un esempio di storyboard realizzato da Comò Lab.

Meno o di più?

“A questo punto potresti chiederti: meglio girare di più per avere delle immagini di scorta, utili nel montaggio? All’inizio, fare così fa stare più sereni.

Quando si gira troppo, però, si rischia di non riuscire a selezionare le immagini giuste e a eliminare quelle che non servono al nostro racconto”.

È più bello insieme

“Quando fai lo storyboard, non pensare agli elementi che andranno nel video e al testo parlato come separati: devono avere lo stesso livello di importanza. Non solo: pensa già agli elementi grafici che introdurrai nel video. Metterai delle grafiche per spiegare? Dei codici sconto scritti a lato della faccia di chi parla? Dei sottopancia? Inquadra il soggetto in modo da avere lo spazio necessario per inserire, in montaggio, questi elementi. Con lo storyboard tutto questo diventa visivo e facile. È grazie allo storyboard che capisco già se ci sono elementi visivi troppo preponderanti o altri che sono stati tralasciati.

Ricorda una cosa importantissima: video e parole devono essere legati tra loro per dare senso e significato a chi guarderà.

Più il video racconta delle azioni, come nel caso di un vlog o un video del dietro le quinte, più è importante fare lo storyboard. Se, invece, stai per girare un’intervista, puoi anche soltanto studiare le inquadrature e i punti di ripresa dell’intervistato: in questo caso puoi limitarti a fare uno storyboard macro, a grandi linee”.

Per approfondire

 

Bene, siamo arrivati alla fine di questo post: spero ti possa tornare utile per la produzione dei tuoi video. Tu hai mai scritto uno script? Pensi lo farai da ora in avanti? Scrivici per farci sapere!

Noi ci leggiamo la prossima settimana, con un lungo post + video sul mio metodo per fare e rispettare un piano editoriale!

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