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28 Luglio 2016
Marianna Martino

Un consiglio che non abbiamo ascoltato (e abbiamo fatto bene)

Quando abbiamo deciso di riaprire Zandegù, Marco e io abbiamo parlato a lungo di cosa avremmo voluto pubblicare. Avevamo voglia di aria nuova e di fare cose diverse e io preferivo non puntare sulla narrativa. Eravamo molto affezionati alle nostre guide buffe, fatte ai tempi del cartaceo, e volevamo riproporle. Inoltre, negli anni, ci eravamo innamorati del Gonzo Journalism (amico Hunter sei sempre nel nostro cuore!) e avevamo l’idea di provare a vendere dei reportage narrativi.

Come vedi, due scelte fatte dopo lunghe analisi di marketing, no? :) Scherzi a parte, come raccontavamo qui, il collante era la linea editoriale: testi brevi e divertenti, da leggere per svagarsi, anche alla fermata del bus. E su questi presupposti abbiamo impostato le nostre prime due collane (oggi ne abbiamo altre 3: manuali professionali, fumetti e fuori collana).

La strada verso l’inferno è lastricata di ebook gratis

Il giorno in cui abbiamo lanciato la nuova Zandegù (il 14 dicembre 2012, ah come vola il tempo signora mia!), abbiamo deciso di regalare un ebook: una scelta che ci hanno criticato, perché pare fosse svilente, ma io credo proprio di no e non la rinnego. Partire con un libro gratis – Ti presento i preppers di Simone Laudiero – secondo me è stata un’ottima idea, per questi motivi:

  • ci siamo fatti conoscere a un pubblico molto ampio (1940 copie scaricate finora);
  • le persone hanno subito potuto vedere il nostro cambio di rotta rispetto alla paper era (o papera?);
  • abbiamo dato prova che i nostri ebook erano (e sono) curati;
  • le persone hanno potuto testare il processo di acquisto dal nostro store, fidarsi, valutare la nostra offerta e tornare, dopo, per comprare dei nuovi ebook.

My heart will go on

Però non sempre ci abbiamo visto giustissimo: per esempio, dopo tre anni, abbiamo capito che i reportage sono davvero faticosissimi da vendere e, nonostante continuino a piacerci, sappiamo che possono essere una scommessa. Questa cosa che una delle tue collane non va come dovrebbe, però, non vuole dire automaticamente che tutto quello che hai fatto fa schifo e che andrai a fondo, come il Titanic. Se la direzione (la linea editoriale) è quella giusta, si può e si deve aggiustare il tiro (o la rotta in questa metafora marinara).

Quindi, quando ci siamo accorti che i reportage non erano all’altezza delle nostre aspettative, abbiamo deciso di provare un’altra strada che unisce i nostri ebook con i corsi che organizziamo. Abbiamo deciso di fare dei manuali, ma senza rinunciare allo stile Zandegù. Testi professionali, dunque, ma che non salgono in cattedra, brevi, chiari, veloci da leggere, scritti in modo simpatico e per niente accademico. Voilà.

La matematica è o non è un’opinione? Mai capito!

Cosa è successo? Che abbiamo imbroccato una collana, I Prof, che funziona alla grandissima, che ci sta facendo fare ottimi numeri e che, da sola, ha consentito alla nostra parte editoriale di farci fatturare il 150% in più nel 2015 rispetto al 2014. E, a luglio 2016, siamo a pochi euro di distanza dal fatturato dello scorso anno.

Anche la scelta di fare manuali non è stata subito capita. La nostra zuzzurellonità sembrava a rischio e ci sconsigliavano di procedere, ma invece siamo orgogliosi di esserci battuti per questa scelta perché:

  • abbiamo diversificato l’offerta di ebook;
  • abbiamo creato un bel ponte, coerente, tra le nostre due anime, quella formativa e quella editoriale;
  • aiutiamo tante persone che sono in proprio a formarsi, a prezzi contenuti;
  • abbiamo avviato una bellissima collaborazione con C+B, il portale delle imprenditrici creative, con il quale pubblichiamo alcuni dei nostri Prof;
  • sempre più persone hanno iniziato a conoscere e apprezzare Zandegù.

Alla fine, cosa abbiamo imparato?

Che possiamo sbagliare e continueremo a farlo. Che ogni tanto abbiamo delle idee che funzionano. Che non rinneghiamo le nostre scelte, ma cerchiamo di aggiustare il tiro e provare nuove strade. Che i reportage continueremo comunque a farli, per passione, consapevoli però che le vendite sono risicate.

E, infine, che bisogna fidarsi del proprio istinto.

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