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15 Settembre 2016
Marianna Martino

Mandare un manoscritto è come prenotare le ferie

Allora: diciamo le cose come stanno. Sull’Internet è zeppo come l’autostrada del sole a metà agosto di articoli che raccontano cosa dovrebbe fare un aspirante scrittore, quando vuole proporre il suo manoscritto a un editore. Zeppo. E poi ci sono un casino di corsi sull’argomento. E di libri (per dire, uno l’abbiamo pubblicato anche noi e lo trovi qui).

Eppure

Eppure, la gente continua a mandarci romanzi, anche se non pubblichiamo romanzi. A inviarci tesi di laurea, anche se non trattiamo le tesi. A chiederci di stampare calendari, anche se non siamo una tipografia. A proporci libri illustrati per bambini, dicendo anche che la carta da scegliere sarebbe questa e quella, anche se non facciamo libri per bambini e tantomeno libri di carta (ehi, facciamo ebook!).

[NB: se ti senti confuso, è perché forse non sai che gli editori hanno una linea editoriale e pubblicano solo libri che la rispettano. Per saperne di più, leggi qui]

Eppure, la gente continua a mandarci il suo manoscritto con email che sono palesemente mandate a pioggia: a volte iniziano con “Caro Editore” e quindi capiamo che sono state mandate in CCN, altre volte gli indirizzi sono tutti in chiaro (e questo non solo è deprimente, ma anche contrario alla legge: si chiama violazione della privacy). Altre ancora l’oggetto dell’email è preceduto da I: oppure da FWD: Sono un editore, e anche se mi vesto con i vestiti coi gatti, non sono così scema: lo capisco che è un bieco inoltro!

Ma magari è colpa nostra, di noi che lavoriamo nell’editoria, dico. Forse non sappiamo fare gli esempi giusti o non ci spieghiamo bene.

Quindi io ora ci provo dicendoti questo.

L’invio del manoscritto è come Trivago

Ok, hai presente quando devi prenotare le ferie e vai su Trivago (o altri siti simili) per cercare l’hotel dove passare le ferie? Ecco, pensaci bene. Vai online, metti le date di arrivo e di partenza, scegli il range di prezzo, guardi la zona, verifichi il costo e poi, sicuramente, ti metti a guardare ben bene le foto delle camere. Controlli se sono (sembrano) pulite, spaziose, luminose, arredate bene, se il bagno c’è, eccetera.

Lo fai, vero? Io sì, per dire.

Un altro scenario potrebbe essere questo, invece

Vai online, guardi quali sono gli hotel nella città di tuo interesse e mandi subito a tutti (mettiamo che siano 200? Ok, sono 200) un’email di prenotazione per le date che ti servono.

Nei giorni dopo arrivano le risposte: chi ha le camere già occupate, chi è un 5 stelle superior e fa prezzi che non ti puoi permettere, chi è vicino all’autostrada e tu volevi il vista mare, chi ha posto e una tariffa interessante.

Quindi, prenoti in quell’hotel con posto e tariffa interessante. Fai le valigie, parti, arrivi, entri in camera e la stanza (che non hai mai visto in foto, ricordiamolo), non ti piace: i mobili sono vecchi e un po’ rovinati, le lenzuola lise, il pavimento ha alcune piastrelle che si muovono, c’è una ragnatela nell’angolo e il materasso è pieno di bozzi e si dorme male.

Ecco. Tu prenoteresti mai le tue sudatissime ferie nel secondo modo?

Se un amico ti dicesse che le ha prenotate così, non penseresti subito: “Ma sei cretttttino?”?

Ecco. E allora perché, quando mandi il tuo manoscritto, che hai impiegato anni a scrivere, facendo fatica, curandolo, ritagliandoti il tempo per trovare la concentrazione, perché allora, dicevo, lo mandi a cazzo? Sì, a cazzo, si dice proprio così, ne sono sicura.

Una lunga sfilza di perché

Perché cerchi su Google “editori Milano” e mandi a pioggia a tutti, indistintamente, con la stessa email di accompagnamento, che siano editori di viaggio, di saggistica, di fantascienza, di libri imbottiti per bebè?

Perché non guardi cosa fanno, prima (perché magari poi sono pure interessati, ma scopri che le loro copertine non ti piacciono, pubblicano revival nazista, chiedono soldi per pubblicare, o altro)?

Perché non verificare se accettano manoscritti (magari sono pieni fino al 2018) o se accettano solo proposte cartacee (e quindi del tuo file Word non se ne fanno nulla)?

Perché ti va bene fare così? Esattamente: cosa pensi di ottenere?

Fare fatica è una fatica

Perché non provi a fare un po’ di ricerca, un po’ di fatica? Sì, fatica. Ok, l’hai già fatta scrivendo e capisco che sei stanco e vorresti solo dover stirare il vestito buono per andare alla presentazione del tuo romanzo. Eppure, non ci arriverai mai, alla presentazione, se non ti sbatti un po’. Così, anche per proporre un romanzo a un editore si deve fare un pochino di fatica. Niente di che, eh? Intendiamoci. Non ti chiedono il salto con l’asta, ma un pizzico di informazione e di cura in quello che fai.

Esattamente come ti prendi un paio d’ore per prenotare le ferie, perché non ti prendi il giusto tempo per mandare, come si deve, il tuo manoscritto?

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