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12 Dicembre 2019
Marianna Martino

Le differenze che ci uniscono

In questi anni di Zandegù abbiamo conosciuto una marea di gente. Persone timidissime che stanno in classe senza dire mai una parola; che sbocciano e diventano chiacchierone; con storie famigliari pesanti; solari e piene di vita; un po’ burbere; sempre di corsa; che devono andare in bagno ogni mezz’ora; che si vestono malissimo o benissimo; che si truccano tantissimo o pochissimo; che ti aprono il cuore; che sono cattive; che sono dolcissime; che ti fanno commuovere, o ridere, o entrambe.

Fili di tutti i colori, come cantava Tricarico

Ogni persona che abbiamo incontrato sul nostro cammino, tra corsisti, lettori, follower e collaboratori, ci ha segnato, ci ha formato, ci ha cambiato. Abbiamo notato le particolarità che li rendono proprio loro, diversi da chiunque altro. E a volte abbiamo notato piccole cose che avevamo già riconosciuto in altri, in un groviglio di fili di similitudini che compone un ricamo bellissimo.

Con questo bagaglio di contatti umani non potevamo che scegliere, come tema dell’edizione di Wonder Wall di quest’anno, questo: Le differenze che ci uniscono.

Detta così sembra una banalità buona per il comunicato stampa di un politico a caso, ma invece noi ci crediamo tanto. Ci siamo sempre sentiti un po’ dei pesci fuor d’acqua e, per ritrovarci coi nostri simili, ci siamo costruiti il nostro piccolo angolo di mare, la nostra Zandegù. Dove sguazzare insieme ad altri pesci, tutti di colori diversi, tutti fuor d’acqua come noi.

Quali sono quindi le differenze di noi di Zandegù che ci rendono unici e simili?

Iniziamo con Marco

Mi piace la calma. In ogni situazione.
Evito il conflitto, lo scontro. Se c’è un problema, cerco di trovare la soluzione concreta per risolverlo, invece di sbrodolare in risse verbali che fanno perdere tempo prezioso. Odio i flame, ma non per pavidità. Il motivo è che quando mi sono trovato in situazioni spiacevoli che mi coinvolgevano in prima persona, non sono mai riuscito a uscirne come avrei voluto.

Uno vorrebbe essere quello che dice la cosa giusta al momento giusto, che smonta l’avversario con una ragionamento impeccabile e invece niente, va sempre a finire che sono io quello che urla VAFFANCCUUUULOOOO più forte degli altri e alla fine si deve pure scusare. E tanti saluti alla razionalità e al pensiero lucido e tagliente. Per questo preferisco girare al largo, a meno che non sia proprio inevitabile. Calma&isteria, freddezza&sbrocco, tutto in un unico Zandezio, prendere o lasciare.

E poi arriva Marianna

Sono ipersensibile e vivo tutto a mille. È come se avessi perennemente la pelle scottata dal sole, fragile, esposta. Per me è tutto una tragedia, un panico, un’ansia. Un pianto a fiumi. Le cose che mi dicono sono tutte da prendere sul personale. Mi agito fino a farmi venire un forte mal di stomaco o la dissenteria. Mi esalto per cose insignificanti. Mamma mia che bipolarismo, dirai tu! E avresti ragione! Eppure penso tutto questo roller coaster emozionale affondi le radici in qualcosa di positivo: il fatto che al mio lavoro tengo tantissimo. È la mia ragione di vita, la cosa che mi caratterizza, che mi forma, che mi dà sostanza. È come un figlio. E come tale mi fa provare un sacco di emozioni fortissime.

E tu? Quali sono le differenze che ti rendono unico ma simile agli altri?

Ti va di raccontarcelo via email? Basta scrivere anche solo due righe a info@zandegu.it o rispondere a questa email (se leggi il post via newsletter). Siamo curiosissimi di leggere la tua storia!

Magari nel frattempo ti sarai chiesto: Wonder Wall che?

Non sai cos’è Wonder Wall? Eccoti il riassunto delle puntate precedenti, un po’ come se fosse la terza stagione di quella serie HBO che stavi tanto aspettando.

Wonder Wall è la maratona di disegno per una buona causa che organizziamo sabato 21 dicembre da Zandegù. Coinvolgiamo nella nostra Zandecasa i meglio illustratori in circolazione, li facciamo lavorare a porte aperte per un pomeriggio, dalle 12 alle 17,30. Alle 18,30 le opere originali che hanno realizzato le vendiamo facendo un’asta. Tutto il ricavato va in beneficenza a sostegno di Fondazione Paideia, onlus di Torino che dal 1993 lavora ogni giorno a fianco di bambini e famiglie in difficoltà. Quest’anno il tema, che coinvolgerà anche alcune delle opere realizzate, è Le differenze che ci uniscono.

Con noi, quest’anno disegnano:

  • Monica Barengo: lavora come illustratrice per albi illustrati, riviste e fumetti, collabora con con la rivista Australiana Womankind (OLÈ!)
  • Fernando Cobelo: ha lavorato con Zanichell, Moleskine, Lavazza, Walt Disney Studios, Penguin Random House, Armando Testa e moltissimi altri (OLÈ!)
  • Nicolò Canova: pittore e illustratore, ha lavorato con Lancôme, Sephora, Queeboo e Clarins (OLÈ!)
  • Pietro Tenuta aka Maniaco D’amore: grafico, illustratore e tatuatore romantico (OLÈ!)

Facciamo un recap, così non ti sbagli

Ci vediamo da Zandegù (Via Exilles 18 bis a Torino, siamo nell’interno cortile) sabato 21 dicembre.

Dalle 12 alle 17 puoi venire a vedere gli artisti al lavoro. Disegneranno su carta da 300 grammi texturizzata donata da Favini, anche quest’anno amato partner dell’evento.

Alle 18.30 puntuale inizia l’asta delle opere uniche. L’asta è tenuta da Marianna e Marco cercheranno di stimolare una pioggia di rilanci, perché – non dimenticarlo – il fine di tutta questa giornata è benefico! Nelle scorse edizioni l’asta è sempre stata molto generosa e siamo certi che anche quest’anno sarà così! In fondo, cosa c’è di meglio di aiutare persone in difficoltà e, allo stesso tempo, comprare delle opere originali e bellissime, che possono diventare dei perfetti regali per le feste ormai alle porte?

L’ingresso è libero. Le donazioni si potranno fare in contanti, con assegni o con Satispay.

Speriamo davvero di vederci con noi a Wonder Wall, uno degli eventi più belli che organizziamo! Qui trovi l’evento Facebook. Ti aspettiamo il 21 dicembre da noi.

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