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10 Novembre 2014
Marianna Martino

I cinque errori di chi fa pubblicità su Facebook

Continua la nostra rubrica dedicata agli scivoloni che tutti potremmo commettere e che, grazie al cielo, hanno una rete di salvataggio con i post dei nostri esperti! Enrica Crivello, la nostra docente di La pubblicità su Facebook, ci racconta quali sono gli errori più tipici che si possono fare quando si fa adv su questo social. Lasciamo la parola a lei!

I cinque errori più comuni di chi fa pubblicità su Facebook sono anche molto banali, e questa è una buona notizia: se impari a riconoscerli diventa facile evitarli.

Parlare con chi non è interessato

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Se scegli male il tuo pubblico, il tuo pubblico non tarderà a farti sapere che non è interessato a sentire ciò che hai da dirgli. Probabilmente è un peccato per loro, ma sicuramente è peggio per te: hai speso soldi inutilmente, devi intrattenere conversazioni con persone che non diventeranno clienti, e nel peggiore dei casi (tipo quello in foto) ti devi anche dare da fare per ripulire le tracce di quelli che sono passati e ti hanno riempito il tuo annuncio di frasi poco simpatiche. Un lavoraccio che difficilmente darà risultati positivi.

Parlare con due persone contemporaneamente

coach

Vuoi parlare a chi ha già comprato da te o a chi ancora non ti conosce? Ti rivolgi ai teenager o agli adulti? Stai vendendo a chi vorrebbe diventare life coach oppure a chi è già coach professionista?

Chi ha impostato l’annuncio qui in alto si sarebbe dovuto porre l’ultima domanda, perché il pubblico non si sceglie solo usando correttamente le impostazioni di targeting, ma anche impostando il tono di voce corretto e mandando messaggi univoci.

Lo spazio per titolo e descrizione è poco, bisogna essere chiari, e nella brevità è ancora più difficile: non si può rivolgersi ai coach professionisti chiedendogli se vogliono diventare professionisti, per di più con un’immagine che racconta tutt’altro. È come fare i temi alle medie: non puoi metterti a scrivere se prima non hai la scaletta chiara delle cose da dire.

Usare male le immagini

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Le pubblicità su Facebook vengono visualizzate su una varietà di dispositivi molto vasta. Quello che ti sembra funzionare sul tuo iMac 27”, mentre in sala riunioni progetti la tua pubblicità, probabilmente non funziona sul mio telefono mentre sono alla fermata del bus. A volte è un problema di dimensioni, altre di composizione, o di colore: le immagini sono importanti, e andrebbero pensate con più attenzione. Altrimenti rischi, come in questo caso, di decapitare una cosa a cui sicuramente hai riservato ore e ore di progettazione: il tuo nome e il tuo payoff.

Non rispondere ai commenti

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Hai creato l’annuncio, scelto il target, selezionato le immagini, impostato un budget. E poi? E poi, almeno in questo esempio, basta: l’annuncio cade nel dimenticatoio, e quello che succede è prevedibile: le persone iniziano a parlare tra loro, parlano male di te, e tu, dato che ti sei dimenticato dell’annuncio, non replichi.

Sembra quasi un’ammissione di colpevolezza, se non (peggio ancora) un caso di menefreghisimo. Qual è la conseguenza di questo annuncio? Nel migliore dei casi nessuna, nel peggiore la cattiva reputazione (che specie se sei un piccolo business è una cosa difficile da levarsi di dosso).

Non avere una strategia

Se stai facendo pubblicità perché vuoi interazioni, fermati e chiediti: perché vuoi più interazioni? Avere un obiettivo fine a se stesso non è una buona idea, perché rischi di spendere tanti soldi per nulla.

La cosa da fare è assicurarsi di avere un obiettivo a lungo termine, oltre Facebook, oltre internet: un obiettivo che faccia bene al tuo piccolo business, al di là delle potenzialità dei singoli canali. I canali servono a portarti dove vuoi andare tu, non ti fare prendere la mano solo perché usarli è facile e veloce.

Ti è piaciuto l’articolo? Dai uno sguardo agli altri evitabili “5 errori”: nel Web Marketing, nel Food Writing, nella Narrativa 101, nel Copy e Web Writing, se vuoi metterti in proprio, nella Narrativa secondo Marco Magnone e secondo Marco Lazzarotto, nell’usare WordPress.

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