Blog
21 Novembre 2019
Enrico Viarengo

Cosa vedere, ascoltare e fare questo autunno

Qui da Zandegù siamo sempre con le antenne drizzate, andiamo per mostre, guardiamo film e serie, ascoltiamo un sacco di dischi. Perché non condividere tutto il nostro eccezionale sapere (occhio, era una battuta!) con il nostro meraviglioso pubblico? :D

Perciò, ecco a ruota libera una serie di consigli di cose da vedere/fare/ascoltare per questo autunno. Il Natale si avvicina, il tempo per le tue passioni siamo sicuri che lo troverai.

Un film

Burning di Chang-dong Lee è un film uscito in Italia un paio di mesi fa, mi è capitato di vederlo di recente e te lo consiglio con convinzione. Trattasi di produzione koreana, ma – non fare quella faccia che ti vedo! – non è un una palla infinita di ore e ore di scene lentissime, non preoccuparti. Cioè, un pochino lento lo è, ma quello fa parte della sua poetica.
La storia, tratta da un racconto di Murakami (Granai incendiati), inizia con una fugace relazione tra due giovani, Jongsu, un aspirante scrittore squattrinato e la sua amica di infanzia Haemi, ritrovata dopo molto tempo. La cosa sembra iniziare nel modo giusto, fin quando Haemi non parte per un viaggio in Africa e lascia a Jongsu la custodia del suo gatto (che, a dirla tutta, nel film non si vede MAI). Al suo ritorno, la giovane è accompagnata dal ricco ed estroverso Ben (Steven Yeun, il Glenn di The Walking Dead) e questo innesca una sorta di menage à trois che, già lo avrai intuito, non porterà a nulla di buono. Tra una cena nella stupenda casa in città del ricco Ben e le bevute nella catapecchia in campagna di Jongsu, il film vira gradualmente verso il thriller, con un finale piuttosto sorprendente. Una scena da sola merita il film: Haemi, brilla, inizia a ballare davanti ai due ragazzi sul portico della casa di campagna di Jongsu. Davanti a lei, il sole al tramonto. La telecamera ondeggia sensuale seguendo i suoi movimenti e coinvolgendo lo spettatore nella danza, mentre il sole, lentamente, sparisce.
Magari ti stai chiedendo perché si chiami Burning, beh te lo posso rivelare perché non è uno spoiler così grande (e poi tanto si vede anche nel trailer): deriva dall’hobby di Ben di dare fuoco alle serre abbandonate. Gatti invisibili, serre che bruciano, relazioni tossiche. Lo so, stai pensando: “Ma quanto è strano ‘sto film?”.
Lo è, ma è bello. Davvero.

Un videogame (ebbene sì!)

Death Stranding è un videogioco ideato da Hideo Kojima (hai presente Metal Gear Solid? Ecco, tutta farina del suo sacco!) e uscito l’8 novembre di quest’anno per Playstation 4 e pc.
Se ne parla tantissimo, perché è uno di quei giochi che può essere considerato un’esperienza incredibile per chi è affamato di una narrazione complessa e appagante, e non solamente di una valvola di sfogo per nerd da tastiera o joypad. Un po’ come era stato con The Last of Us, un altro capolavoro uscito ormai qualche anno fa, dentro Death Stranding ci sono un sacco di attori famosi (il protagonista è la versione in millemila pixel di Norman Reedus, ormai celeberrimo per The Walking Dead – ma ci sono anche Mads Mikkelsen, Léa Seydoux e Margaret Qualley: un cast stellare, proprio come una serie Tv!) che si muovono in un open world distopico e piuttosto dark. Il titolo è un riferimento al fenomeno dello spiaggiamento di cetacei, ma non immaginarti una didascalica missione green per salvare il pianeta: sarai catapultato in prima persona in una dimensione “faccio cose, vedo gente” tra azione e fanta-politica, viaggiando in un mondo terribile e resuscitando in dimensioni alternative, all’interno di una sorprendente metafora sulla comunicazione e sulla condivisione (ecco perché ci ispira tantissimo, svelato l’arcano!).

Una serie Tv

Ci siamo innamorati della prima stagione, ma con questa seconda siamo a livello di adorazione totale: The End of the F***ing World 2 è perfetta per essere divorata sotto il piumone in un paio di serate piovose. Per chi non conoscesse la trama di questa produzione Netflix, è la storia on the road di Alyssa e James, due adolescenti (con più problemi di noi!) che decidono di scappare dalla monotonia di una vita non particolarmente felice e finiscono coinvolti in una serie di situazioni grottesche. Ci fermiamo qui per non rovinarti la visione, ma sappi che dentro c’è davvero tutto: black humor all’inglese, dialoghi irresistibili, momenti profondissimi e commoventi che ti toccherà alzarti dal letto a cercare i fazzoletti. Insomma, se aggiungiamo il fatto che i due attori protagonisti sono così adorable che li vorresti come amici, che in questi nuovi 8 episodi entrano in scena altri personaggi da applausi, che la colonna sonora regala delle chicche meravigliose tra pop e soul anni ’60/’70, ci sentiamo davvero obbligati a consigliarti questo teen-drama scritto così bene che ci viene quasi voglia di organizzare una f***ing maratona qui da Zandegù :)

Una tripletta da ascoltare

Tre nuovissime uscite, per non farsi inghiottire dall’autunno: partiamo con Immunity di Clairo, al secolo Claire Cottrill, classe 1998 e tutte le carte in regola per spodestare Billie Eilish dal trono del pop femminile giovane e fresco. Le melodie ci sono, la malinconia non manca, il crossover tra generi, per non annoiarsi neanche un minuto, neppure: ideale da ascoltare in cuffia per sopravvivere all’effetto sardine in scatola della metro dopo una giornata lavorativa. Finalmente a casa, ora di preparare la cena: ecco per te Honeycomb di Jitwam, un indiano che ha vissuto in monasteri tailandesi e a Mumbai prima di prendere la residenza a Brooklyn e uscire con un disco lanciato da un’etichetta di Copenaghen. Noi di certo gli invidiamo le sue peregrinazioni, ma anche il suo rilassante neo-soul, un po’ jazzy un po’ trip-hop. Per restare nell’ambiente soul con qualcosa di più muscoloso e ritmato, soundtrack giusta giusta per il momento digestivi, consigliatissimo Jimmy Lee di Raphael Saadiq. Uno che ha già una certa (è del 1966), ma che ha conosciuto e collaborato con Prince, prodotto artisti come TLC, The Roots e Macy Gray e vinto un Grammy con una canzone di D’Angelo. Potresti finire a muoverti a passo di moonwalk nel tuo salotto e farti odiare dai vicini; nel caso, noi non c’entriamo niente!

Un corso

È autoreferenziale, lo so, ma questo nostro corso è talmente bello e poetico che non posso non parlartene: si tratta di Scrivere la meraviglia il corso con Merende Selvagge. Il suo scopo è uno solo, bello preciso: aiutarti a tirare fuori la creatività, allenando uno dei sensi più sottosviluppati di sempre, la meraviglia. Tornerai a stupirti costruendo valigie, finestre e messaggi in bottiglia da mettere dentro una scatola delle meraviglie. Una vera scatola che potrai portarti a casa e riaprire quando vuoi, quando sei a corto di idee e di linfa creativa. In quest’avventura siamo sponsorizzati dagli amici cuorissimi di SelfPackaging: il negozio online che realizza scatole di design e accessori meravigliosi per tutti i tuoi progetti creativi. Grazie a SelfPackaging puoi fare ordini di dimensioni piccole, medie o grandi a prezzi giusti e con consegne rapide. Le scatole, le etichette, tanti nastri e washi tape che useremo al corso Scrivere la meraviglia, ci sono stati gentilmente donati da SelfPackaging!

SelfPackaging

E tu, cosa hai ascoltato, visto o fatto di meraviglioso di recente? Raccontacelo, che come ben sai siamo curiosi & voraci. E come delle zandeformiche ci piacerebbe mettere da parte un po’ di titoli e consigli vari prima dell’arrivo dell’inverno!

Dai, iscriviti alla nostra newsletter

Cose nostre very buffe coi post del blog + news su corsi, ebook, eventi, sconti

Iscrivendoti accetti la nostra privacy policy