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26 Marzo 2020
Marianna Martino

Come fare una buona diretta streaming a budget zero

Se accedi a Facebook o Instagram è tutto un tripudio di live: formative, di intrattenimento, webinar, gente che parla dei fatti suoi, djset.

Per cercare di impegnare le giornate e per sentirsi utili e meno soli, in tanti hanno iniziato a fare dirette qua e là per il web. Anche noi di Zandegù le abbiamo fatte!

Magari anche a te è venuta l’idea di fare una diretta sui social

Magari ci stai pensando per dialogare col tuo pubblico, su temi che ti interessano o dei quali ti occupi. Oppure vorresti provare a monetizzare, in questi periodi di vacche magre, proponendo un tuo corso o un tuo servizio in versione streaming.

Fare una diretta sembra una cavolata. Ma se ci hai provato, sai benissimo che non è proprio così. Vanno considerate moltissime cose. Noi per esempio, molte le stiamo imparando proprio in questi giorni, provando, sbagliando e facendo. E dire che un po’ di esperienza, in passato, già l’avevamo!

Per darti dei consigli di valore, ho deciso di chiedere a chi con le dirette streaming ci lavora ogni giorno. Ho quindi telefonato a Fabrizio Ulisse di Vudio, un’azienda che si occupa di video marketing e dirette streaming: dalla progettazione, alle riprese, all’editing, alla distribuzione.

Fabrizio è stato super gentile e mi ha dato un sacco di consigli pratici per fare dirette streaming a costo (quasi) zero.

In questi giorni, dove ordinare qualunque cosa, anche da Amazon, è pressoché impossibile (si spediscono solo beni considerati importanti), anche reperire un microfono può essere un’impresa. Quindi leggi bene e prendi appunti: sono sicura che questi consigli ti saranno super utili.

Ciao Fabrizio, iniziamo subito con la domanda delle domande. Quali sono gli errori tipici che fa chi inizia a fare dirette streaming?

Fabrizio Ulisse: Tu penserai subito a problemi tecnici, invece la maggiore difficoltà è quella di creare empatia in video. Anche se tu sei abituato a parlare in pubblico, quando ti trovi davanti a una fotocamera o una webcam puoi incontrare delle difficoltà. Lo scopo, in una diretta, è quello di creare comunque un senso di intimità tra te che parli e il pubblico che ti ascolta. Ti consiglio quindi di immaginare la platea e metterti in relazione con chi sta commentando. Più dirette farai, più prenderai confidenza col mezzo e inizierai a scioglierti.

Meglio le dirette dove l’interazione è solo via chat o quelle dove puoi vedere e parlare col pubblico?

Fabrizio Ulisse: Dipende da cosa vuoi ottenere. Se stai progettando un evento orizzontale – e per orizzontale intendo che la tua diretta non si basa solo su una singola persona che parla ma su un rapporto intimo, su una situazione di tipo workshop, che prevede delle attività collettive – allora vedersi e sentirsi ha senso. E potresti farlo con Zoom.

Se invece devi erogare dei corsi o dei webinar, è meglio concentrare gli sforzi sui contenuti, quindi la chat per chiacchierare col pubblico o i corsisti, va benissimo. In questo caso, un gruppo Facebook è super funzionale per fare una diretta di questo tipo a costo zero senza usare programmi complicati o costosi.

Quello che è fondamentale è avere un buon programma scritto e ben congegnato e una scaletta con gli orari precisi, che comprenda anche gli spazi per l’interazione.

Fabrizio, quali app ci consigli per le dirette streaming?

Fabrizio Ulisse: Ti consiglio due nuove piattaforme nate proprio in questi giorni: Streamyard e Crowdcast.

Streamyard è molto simile alla famosissima Ecamm, ma in questo caso non devi scaricare un programma. È fruibile tutta sul tuo browser. La versione free ti fa fare un sacco di cose con varie destinazioni delle live sui social; nella versione a pagamento, invece, puoi creare overlay o background (N.d.A. cioè inserire elementi grafici sopra l’immagine come grafiche, foto, sottopancia, oppure sfondi). Se vuoi puoi partecipare invitando degli ospiti a parlare con te.

Crowdcast è molto interessante perché è una community di streamer, dove puoi creare un tuo canale per realizzare eventi live con chat e sondaggi. Inoltre, chiunque partecipi alla diretta può diventare tuo ospite e andare live con te.

Entrambe le app funzionano bene su mobile.

Parliamo di microfoni. Che facciamo se non ne abbiamo uno?

Fabrizio Ulisse: Bellissima domanda, perché in questo periodo è difficile riuscire ad acquistarli. Secondo me basta un pc con un buon microfono interno o uno smartphone di ultima generazione.

In generale ti consiglio di stare vicino al microfono, anche 50 centimetri fanno la differenza. E fai attenzione ai rumori di fondo (automobili, trapani, cani, sirene, ecc.).

E per il futuro, se volessimo comprarne uno?

Fabrizio Ulisse: Io ti suggerisco il VideoMic Me della Rode fatto apposta per smartphone: ha sia il jack che l’attacco lightning (per iPhone). È un microfono direzionale (cioè puoi girarlo verso te, quando parli, o verso il tuo intervistato), si aggancia al telefono, prende bene l’audio anche a 30-40 cm di distanza ed esclude i rumori esterni.

Per il pc, invece, ti consiglio senza dubbio, anche se costicchia, il Rode NT1A con USB e piedistallo, filtro anti pop (è una protezione che elimina il suono causato dall’impatto dell’aria, emessa dalla voce, quando colpisce il microfono). Se sei seduto al pc è perfetto per un audio buono.

Ok, per il suono sappiamo tutto. E per la luce come facciamo?

Fabrizio Ulisse: Un grosso problema di qualunque tipo di video, compresi quelli in streaming, è la luce, perché le videocamere dei pc (quelle frontali) non sono eccelse. Spesso il risultato è sgranato.

I pannelli LED sono la soluzione migliore, da posizionare a destra e a sinistra del volto, ma trovarli adesso non è facile.

Per risolvere, basta banalmente una lampada direzionale, tipo abat jour, rivolta verso il viso di chi parla: fa la differenza ma abbaglia un po’.

Ovviamene ti consiglio di fare le tue dirette di giorno, in una stanza luminosa o con la luce accesa. E in ogni caso, usa un rinforzino di luce artificiale, posizionando sempre una luce direzionale verso il tuo viso. Se hai la tentazione di metterti vicino alla finestra, ti dico sì se è una bella finestra dalla quale filtra tanta luce, ma fai attenzione che non ci sia sole diretto. Le telecamere poco performanti soffrono sia la troppa che la poca luce.

E se ho solo una parete bianca come sfondo che faccio?

Non è un problema anzi! Avere un ambiente fresco è sempre meglio. No a librerie pesanti che distraggono, o ad ambientazioni davvero troppo casalinghe che fanno poco professionale. Va benissimo una parete bianca e magari alcuni oggetti colorati: semplice, dà un’idea di pulito che genera pulizia mentale in chi ci guarda ed è piacevole all’occhio.

Il set lo abbiamo. Ora tocca parlare in camera. Che consigli ci dai?

Fabrizio Ulisse: Sii naturale, non forzarti di essere quello che non sei. Ricorda che non va bene parlare troppo lentamente, perché sennò sembra che tratti il pubblico come se avesse difficoltà a capirti, ma non devi andare nemmeno troppo veloce, sennò non ti segue. Meglio parlare a voce alta, perché noi speaker siamo più attenti a cosa e come lo diciamo.

Devo usare delle grafiche durante la diretta?

Fabrizio Ulisse: Gli overlay sono utili per dire il titolo della diretta o dei vari sotto-argomenti. Sono utili per chi arriva quando la diretta è già inizia e vuole seguire il filo del discorso.

Una cosa carina è far vedere a tutti i commenti che arrivano in chat: ad esempio utilizzando Ecamm puoi far comparire a schermo il commento bello grande.

N.d.A: se fai una diretta su Instagram puoi mettere un commento in evidenza che rimane per primo: può essere il tema della diretta, una domanda degli spettatori che vuoi che tutti leggano, una cosa detta dal tuo interlocutore se ne hai uno per non farla perdere, un libro citato, un codice sconto, il tuo sito, ecc.

E se sbaglio proprio mentre sono in diretta?

Fabrizio Ulisse: Non ti preoccupare se le cose non funzionano. Qualche sbaglio capita a tutti. Scherzarci su, provarci di nuovo e ridere con gli altri è ok e, come se non bastasse, così crei quella famosa empatia di cui parlavo prima. La gente che fa il fenomeno e sa tutto, in generale, non piace mai molto.

Ricorda che sono i contenuti che contano. E comunque, dopo un po’ che fai dirette, vedrai che prendi confidenza.

Se hai paura di non stare nei tempi, fai sempre la scaletta: è importantissima! Tu sei sereno perché sai cosa succede e il pubblico fruisce meglio del tuo contenuto.

Per migliorare l’unica è farne tante, impratichirsi, superare i primi tempi dove si è a disagio, poi si prende confidenza.

Hai qualche ultimo consiglio da darci?

Fabrizio Ulisse: Oltre alla scaletta della diretta, sii ricorrente con le tue dirette. Stabilisci un giorno e un’ora sempre uguali e fanne una alla settimana, come appuntamento fisso. Questo ha molti vantaggi:

  • il tuo pubblico sa che se si perde una puntata poi comunque ha altre occasioni per ritrovarti;
  • è un ottimo modo per raccogliere pubblico;
  • è perfetto per impratichirti;
  • ti consente poi di fare una sponsorizzata targettizzata sul pubblico che ha seguito la tua diretta.

E, se non le hai mai considerate, prova anche una diretta su LinkedIn: se ne fanno poche ma sono interessanti per i contenuti tecnici o formativi. Marco Montemagno ne sta facendo un sacco. Inoltre, escono organicamente sul feed, perché LinkedIn le premia. Funzionano anche per chi su LinkedIn non ha una rete immensa ma è interessata all’argomento.

Infine, pensa che Streamyard consente di fare dirette su più canali social contemporaneamente. È un po’ dura perché poi devi seguire tutti i commenti sui vari canali. Ma così capisci dove la tua diretta funziona meglio e ti concentri sul canale migliore.

Dubbi? Domande?

Quante cose interessantissime! Grazie di cuore a Fabrizio per i suo super consigli. E se hai dubbi o domande puoi scrivere a lui e a Vudio per una consulenza o un supporto tecnico.

Hai qualcosa da dirci sulle dirette? Hai seguito qualcosa di bello? Pensi di farne una? Raccontacelo nei commenti! Noi ci leggiamo la prossima settimana :)

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