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19 Marzo 2020
Marianna Martino

Come faccio a vendermi bene? 4 chiacchiere con Annamaria Anelli

Da qualche tempo rispondo su Instagram ai patemi lavorativi delle persone. E sai qual è la preoccupazione più diffusa? Come faccio a vendermi bene? E se mi vergogno a parlare dei miei prodotti? Non ho idee per distinguermi: come procedo?

Per rispondere comme il faut, ho deciso di parlarne con la business writer Annamaria Anelli (che è anche nostra autrice di 2 ebook, uno sulle email e uno su come scrivere per vendere). Precisa, chiara e utile come sempre, ci ha aperto gli occhi con una semplice verità: stiamo sempre vendendo a qualcuno, anche ai nostri amici o parenti. Non ci credi? Leggi l’intervista e ti ricrederai!

Ho paura che se mi vendo online poi sembro Mastrota. Come supero questo impasse mentale?

Annamaria Anelli: Il problema in realtà noi ce l’abbiamo con il verbo vendere, perché, per un retaggio anacronistico, gli attribuiamo un’accezione negativa. Abbiamo subito l’immagine del venditore di aspirapolvere che suona al citofono, o del poveretto del call center di una qualsiasi compagnia telefonica che cerca di appiopparci un nuovo contratto.

Ecco, pensiamo invece che tutti i giorni noi vendiamo qualcosa a qualcuno: alla persona che vogliamo si innamori di noi e verso la quale cerchiamo di dirigere sempre il nostro lato migliore (un po’ come il collant sulla telecamera di berlusconiana memoria); ai figli ai quali cerchiamo di far passare l’idea che fare i compiti serva a qualcosa; alle mamme della chat di classe alle quali cerchiamo di rendere chiaro che gli insegnanti fanno gli insegnanti e i genitori fanno un altro mestiere (parlo naturalmente per esperienza diretta, perché sono rappresentante di classe per il mio figlio minore).

Perché mai non dovremmo fare del nostro meglio per spiegare o dimostrare ai potenziali clienti che noi siamo le persone giuste per loro?

Cosa mi consigli per raccontarmi e vendermi meglio con le parole?

AA: Consiglio di non far finta di essere ciò che non sei. Parla e scrivi usando le parole che ti rappresentano: sembra scontato, ma quante volte notiamo incongruenze tra ciò che qualcuno dice a parole e ciò che invece, nella realtà, fa? È come quando diciamo di una persona che conosciamo: “Però, non ha proprio la faccia da Deborah”. Ecco, le parole che usiamo per raccontarci devono portare il nostro nome: essere calde se siamo persone calde, simpatiche e strafottenti se siamo così, concrete e dirette al sodo se pensiamo che la vita sia una strada diritta che porta in un posto solo.

Siamo su LinkedIn: come posso mandare dei messaggi ai nuovi contatti interessanti per raccontare di me, senza sembrare un venditore di spazzole, ma essendo propositivo?

AA: Il mio consiglio è di usare poche frasi, molto semplici e chiare nelle quali dici di cosa ti occupi. Perché magari, al primo contatto, non puoi già entrare nel merito di come essere utile alla persona alla quale stai mandando un messaggio. Io per esempio una volta ho scritto così:

“Io nella mia vita da consulente mi occupo di scrittura, quella che serve alle aziende per comunicare con i clienti, vendere un prodotto o far parlare di sé. È una fatica con tutta la gioventù che si occupa di comunicazione, ma mi difendo bene (per ora)! Viaggio molto per fare formazione e mi trovo coinvolta spesso in progetti molto diversi tra loro, anche se di base si occupano di scrivere qualcosa. Ho pubblicato il mio primo libro di carta con Zanichelli (Caro cliente) e ho realizzato il mio primo podcast, per Storytel. Ti metto l’indirizzo al fondo: ci sono 14 giorni di prova, poi, prima che scatti l’abbonamento (e dopo avermi ascoltata), puoi disiscriverti e tanti saluti. O continuare. Usare solo la voce è una cosa che mi piace molto. Comunque, per qualsiasi domanda, sono qui”.

Non ho mai idee per raccontare il mio lavoro: quali consigli mi dai?

AA: Il mio consiglio è leggere tante cose diverse e ascoltare tanti podcast (non per forza il mio, dai!): perché certe illuminazioni ti arrivano quando meno te lo aspetti. Vai sempre in giro con qualcosa per scrivere: a volte ti arriva una frase che ti scatena una tempesta in testa. Ecco, è solo perché hai finalmente unito i puntini e una qualche ispirazione ha trovato il modo di bussare alla tua porta. Ma l’ispirazione mica arriva gratis: devi foraggiarla con parole, immagini, fotografie, film, audio.

Ci consigli qualche professionista che si vende online in modo strategico e dai quali posso prendere spunto?

AA: Ti consiglio con piacere le persone delle quali leggo sempre le newsletter che per me sono fonte continua di ispirazione: Domitilla Ferrari, Mafe de Baggis, Emanuele Centola (Emmaboshi), Nicole Zavagnin, Nicoletta Cinotti, Raffaella Ronchetta e giuro che ce ne sono altri e altre ma adesso non mi vengono in mente.

Il loro è un modo di vendersi bellissimo perché mette a disposizione una quantità di conoscenza e di sapere incredibile. Se devo riassumere il loro modo di fare in una parola, è questa: generosità.

Due ebook, per chiudere

Grazie di cuore ad Annamaria per i suoi preziosi consigli e per il suo tempo.

Speriamo ti tornino utili. Intanto, se vuoi leggere qualcosa di suo e lavorare sulla tua scrittura perché sia efficace e “parlante”, ti suggeriamo di dare un’occhiata ai suoi due ebook:

 

Noi, intanto ci leggiamo la prossima settimana con un’altra intervista, stavolta video, a tema Pinterest!

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