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22 Dicembre 2016
Marianna Martino

Bilanci e bilance

Mancano 3 giorni a Natale e siamo stanchi morti. Che anno pazzesco, è stato. Un bilancio cadrebbe proprio a fagiuolo, no?

Io odio i bilanci, non li faccio mai. Mi accorgo delle cose che sono andate male, mi accorgo delle cose che invece sono andate bene e via. Non ci sto mai a pensare troppo però.

Eppure, sarà che questo 2016 ha significato tantissimo per Zandegù, ecco che quest’anno me la sento di fare un bilancio. Ma non sarà il solito, quello no.

Salute

Di ferro quella di Marco, che non lo abbatte nemmeno stare sudato in mezzo alle correnti dell’artico.

Un disastro la mia. Nonostante la maglietta della salute ecco ben 4 influenze di cui 2 con febbre tra gennaio e aprile, lunghe sessioni dall’osteopata per la cervicale a marzo, super dieta anti-colesterolo tra aprile e ottobre e, infine, raffreddore più simile alla peste bubbonica ai primi di dicembre.

Capelli

Un solo minimo comun denominatore tra gli Zandezii: quelli bianchi sono tanti. Sembra l’ottava puntata della quinta stagione di Game of Thrones. I capelli castani sono pochi, i White Walkers troppi.

Madonne

Ne sono volate, in questi mesi. Forse troppe. Faremo ammenda prima di finire all’inferno.

Chili

Beh, cazzo, almeno qua siamo messi bene! Bilancia, non avrai il nostro scalpo! Ci stiamo asciugando come fettine di vitello del super. Quelle in negozio sembrano costate e poi, dopo un passaggio in padella, vanno bene per sfamare il Cicciobello.

Momenti brutti

A centinaia, quest’anno. Dal furto dell’auto, alle infinite liti, passando per i mille mal di pancia prima e durante i lavori alla Zandecasa (quando pensavamo di non farcela). Il momento più grigio è stato giugno: uscivamo da un periodo lavorativo non dei più brillanti, i lavori alla sede non accennavano a partire nei tempi stabiliti, le spese ci sembravano insormontabili.

Momenti belli

A migliaia, quest’anno. Un anno davvero generoso, in bellezza. Quando abbiamo aperto la porta della Zandecasa e avevano buttato giù i muri e distrutto il pavimento e ci pareva, finalmente, di fare sul serio. Quando ci sono arrivati un paio di messaggi di incoraggiamento da perfetti sconosciuti che ci hanno fatto riempito il cuore di felicità. La prima volta che ho fatto la dogsitter e non ho lavorato tutto il giorno per accarezzare il cane. Delle cose molto belle dette da alcuni amici e che ci hanno fatto capire che potevamo farcela. Quella volta che con Bea ho riso per 3 ore al telefono parlando della necessità del ProntoSpranga. La prima puntata di Stranger Things e la prima di The night of. Il Litcrawling in San Paolo e quello in San Donato che sono sembrati quasi delle pippate di coca, tanta carica ci hanno dato. L’ennesimo video di cani o gatti che saltano o fanno cose sceme dove ho riso per ore. Quando Marco ha deciso che quest’anno s’iniziava ad ascoltare vinili. Quando abbiamo cantato a squarciagola, sgommando lungo corso Verona, “Dedicato a tutti quelli che sono allo sbando, in ogni senso”, con i finestrini tirati giù e almeno 3 spritz di troppo in corpo. La torta di compleanno a sorpresa durante una sera di corsi. Quando abbiamo finito di montare l’ultima sedia per la Zandecasa, nella tavernetta dei suoceri, al 14 di agosto, circondati da un plotone di zanzare. Quando, durante il Weekendoit, sono caduta dalle scale di un ristorante e ho riso come una scema. Capire che Zandegù non era un sogno da matti, ma una cosa bellissima fatta da due matti (e un nutrito gruppo di collaboratori, altrettanto matti). Quando ho saputo che Enrica e Ivan aspettavano Cecilia. Quando è arrivato quell’ennesimo pacco di Asos. Quando, era lunedì 10 ottobre, sono partiti i primi corsi nella Zandecasa, c’era ancora odore di nuovo e ho pensato che il cuore potesse scoppiare di gioia. Quella volta che ho cenato con degli sconosciuti ed era come conoscerli da sempre. Quando ho detto a Irene che potevo finalmente aumentarle le ore di lavoro, perché quest’anno le cose sono andate bene, e lei mi è sembrata contenta. Quando un giorno ho detto: “Mi faccio un tatuaggio” e l’ho fatto, così, senza pensarci troppo. Quando siamo stati con gli amici a fare niente, magari solo parlare, mangiare e fumare sul balcone. Quando abbiamo inaugurato, il 21 ottobre, e c’erano centinaia di persone, e ovviamente abbiamo bevuto troppo anche quella volta lì e non ho mai riso tanto e tutto mi sembrava semplicemente perfetto.

E sì, in questo 2016 ci sono state anche tonnellate di soddisfazioni lavorative (in termini di vendite, nuovi corsisti, like, contatti, eccetera). Ma le cose che davvero mi ricorderò per sempre sono le altre. Le cose fatte di risate e persone.

E se devo proprio fare un proposito per questo 2017 alle porte, è di continuare così: un po’ ebeti e felici, circondati di amore e tante risate. Un augurio che a me pare bello e che, quindi, faccio di tutto cuore anche a te!

Buone feste ♥

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