Blog
30 novembre 2017
Marianna

Ci è venuta voglia di fare una cosa un po’ matta

E anche bellissima. Una cosa che ci rende super orgogliosi di noi e che non vedo l’ora di raccontarti.

Qualche tempo fa, Enrica mi ha mandato questo link e mi ha detto: “Pensa fare una cosa così nella Zandecasa”.

La cosa così da “No, dai, è troppo impegnativo, non possiamo farlo”, piano piano è diventata un’idea concreta, poi un progetto e poi ora è realtà.

Mi piace infatti pensare che la Zandecasa sia un posto dove succedono cose. E non cose qualunque, ma cose belle, creative, originali, divertenti, che mettono insieme le persone. Insomma, ci siamo!

Sto andando un po’ a caso, vero? Ecco, allora partiamo dal principio.

L’idea è questa: copriamo di carta un’aula della nostra sede e facciamoci disegnare sopra degli artisti. Tipo una maratona. Ci siamo immaginati ore di creatività allo sbaraglio: professionisti bravoni che disegnano con passione sui nostri muri e, chiunque voglia, può passare a vederli all’opera e magari incoraggiarli e, intanto, venire a sbirciare cosa succede qui da noi, le cose che facciamo. Tanto più che il 1° dicembre (segnalo in agenda!), lanciamo i corsi per la primavera.

Eh, ma chi viene a disegnare? Beh, ci siamo detti: di gente brava ne conosciamo a pacchi. Chiamiamo loro.

The fab 5, cioè gli illustratori

Quindi abbiamo contattato per primi Ilaria Urbinati (se leggi la Stampa, la domenica l’avrai vista: illustra magnificamente la Posta del cuore, tra i suoi clienti anche Walt Disney, Corriere della sera e McDonald’s) e Roberto Hikimi Blefari (che ha lavorato, tra gli altri, con Favini, Flow magazine, Slowfood, Subito.it e Yoox).

Poi, ovviamente, non potevamo non coinvolgere Alessandro Pelissetti, il nostro grafico (e tuttologo anche) super talentuoso. E, a ruota, è arrivata anche quella cuorona di Morena Forza (illustratrice per l’infanzia e mamma di Roba da disegnatori).

Da poco, come ciliegina sulla torta (anzi, ciliegiona!), si è unito al gruppo anche Davide Bonazzi, uno che fa proprio due cosette, tipo lavorare con gente come The Wall Street Journal, Fortune Magazine, Variety, The Telegraph, ​Harvard Magazine, UNESCO, Greenpeace, Einaudi e Il Sole 24 Ore.

Ok, abbiamo un’idea e abbiamo valenti manine che disegnano, ma non manca qualcosa?

Lì, l’illuminazione! Se tutto questo profluvio di arte e creatività resta sul muro è una figata pazzesca, ma se poi qualcuno volesse comprare le illustrazioni? E se le volesse portare a casa? Dai vendiamogli un pezzo di muro, ho detto. Però Natale si avvicina: non sarebbe bello se raccogliessimo i frutti di questa vendita per fare qualcosa di concreto, e di buono, e di valore?

Preziosa Paideia

Così, una mattina di ottobre mando un’email a Paideia, una onlus di Torino che dal 1993 lavora ogni giorno a fianco di bambini e famiglie in difficoltà, con l’obiettivo di partecipare alla costruzione di una società più inclusiva e responsabile. Perché nessuna famiglia possa sentirsi sola e nessun bambino escluso.

Non ho aspettative: il progetto non è ancora così definito. E poi puoi facilmente immaginare che razza di email gli ho mandato per coinvolgerli. Eppure loro rispondono con mega entusiasmo, ci incontriamo con Carlo e Giulia e ci piacciamo un sacco. Per loro l’arte è una cosa importante e adorano l’idea di questo evento.

Favolosa Favini

A quel punto però ci rendiamo conto che manca una cosetta piccina picciò per far partire tutta ‘sta macchina. Cosa, ti chiederai? Ma la carta!
Un’altra mattina di ottobre provo a sentire Favini: producono (tra le altre cose) carta di alta qualità e sono attivi da anni in un sacco di progetti creativi molto interessanti come Print Club Torino. Come al solito non ho aspettative perché, come ti raccontavo prima, il progetto è ancora in fieri. Eppure, pure loro rispondono con mega entusiasmo e decidono di contribuire con 45 mq di carta (confesso: mi è partita un’ernia per muovere da sola i rotoli di carta!) per promuovere Favini Art Mixed Media.

Insomma, ora abbiamo tutto quello che serve per Wonder Wall, la maratona di illustrazione che facciamo sabato 16 dicembre dalle 12 alle 21.

Cosa sarà in pratica

Funziona così: dalle 12 alle 18, Ilaria, Davide, Morena, Alessandro e Hikimi disegneranno sui nostri muri e potrai venire ad ammirarli.

Dalle 18,30 stappiamo le birrette, come sempre omaggiate dal nostro adorato sponsor Heineken® (berremo la classica lager e la aromatica H41 in edizione limitata), mangiamo due patatine e potrai vedere il risultato di tanto sforzo titanico e comprare all’asta le opere. Un pezzo unico, originale, perfetto per farti un favoloso regalo di Natale (o farlo a qualcuno a cui tieni). E pensa: tutto il ricavato andrà a sostenere il Centro Paideia, uno spazio pensato per la riabilitazione infantile, e per la socializzazione e inclusione di tutte le famiglie. Un luogo accogliente, non “ospedaliero” ed ecosostenibile che aprirà in via Moncalvo 1 a Torino nel 2018.

Cosa ho imparato dall’organizzazione di questo evento?

Almeno 5 cose:

  1. Che a volte non serve muoversi tanto in anticipo, se c’è un’idea forte e tanta volontà anche due mesi sono sufficienti
  2. Che le idee belle, gli altri le capiscono e le abbracciano con entusiasmo
  3. Che la gente è disposta a farsi il mazzo, a dare una mano, a dare il suo contributo (materiale, creativo, logistico, promozionale): quindi negli altri è bene avere fiducia perché potrebbero sorprenderti
  4. Che nessuna idea è abbastanza folle, se riesci a raccontarla bene e a far passare il tuo entusiasmo (e, ok, se ci hai un minimo pensato prima e preparato un bel pdf di presentazione!)
  5. Che se la vita ti ha dato tanto, in termini di fortuna, ricambiare è una cosa buonissima e che, almeno secondo me, è doverosa

 

Fare del bene: banale o no?

Un inciso sul punto 5 di questo elenco. Lo so che dire che è bello dare agli altri suona di una banalità e di una retorica fotonica, che rimanda subito a un immaginario da catechismo misto a pubblicità progresso, però, io lo voglio dire in modo molto sincero.

Questo per me e per Zandegù è un periodo davvero faticosissimo. Non ho mai pensato che nella vita si potesse fare una fatica del genere. Ogni cosa che mi capita, da qualche mese a questa parte, mi genera stanchezza, preoccupazione, pensieri. Però, nonostante tutta questa enorme fatica, non passa mai giorno che io non pensi anche di avere un culo enorme. E non solo fisicamente, perché sto mangiando un quantitativo imbarazzante di biscotti alla cannella e cioccolato, ma proprio perché è indubbio che abbia culo. Ho una bellissima famiglia, ho tanti amici, ho la salute, ho un lavoro fighissimo e ho trovato anche un correttore che mi copre dignitosamente le occhiaie. Ecco, è tempo di dare una mano e spero lo farai anche tu venendo a trovarci il 16 dicembre. Porta chi vuoi, mi raccomando!

Dai, iscriviti alla nostra newsletter

Robe buffe, cose nostre e zero spam'