Blog
13 settembre 2018
Marianna

Settembre serve a rallentare

Hai presente quando hai poche ore di sonno a disposizione e, quando suona la sveglia, la zittisci con la mano, ti tiri su, metti le pantofole, ti alzi e, però, ti sembra ancora di dormire? Fai il caffè, ti butti sotto la doccia, ti vesti, prendi la borsa e le chiavi, scendi le scale, chiudi il portone, sali in auto o in tram e, ancora, ti sembra di fare tutte queste cose un po’ dormendo? I rumori forti ti infastidiscono, i colleghi parlano troppo, ci metti 2 ore a rispondere a 10 email?

Fiatella del mattino

A me capita spesso, ma ancora più spesso proprio dopo le ferie. Sono sempre troppo corte e, quando finiscono, lasciano un teporino di piumone, fiatella del mattino, sogni mezzi ancora da sognare e resto intontita. Sono riposata, ma mi sarebbe piaciuto rimanere lì ancora 5 minuti, dai mamma!

Non credo di essere la sola a provare questa stanchezza, anzi: secondo me là fuori siamo legioni. Legioni di gente che si vergogna manco fossimo in mutande sul palco di Wembley. E perché ci vergogniamo? Semplice. Perché settembre è spesso associato con “l’inizio del nuovo anno” più di quanto lo sia il 1 gennaio. Lo raccontava Enrica in questo post: a settembre ci viene la fregola di fare bilanci di tutta la nostra vita, fare milioni di cose, stravolgere piani, metterci a dieta (noooooooo!), conquistare il mondo.

Che poi, ottobre, cos’ha che non va?

Ma settembre secondo me non è fatto per conquistare, è fatto per rallentare. Come dice Enrica, meglio tornare a fare le solite cose di prima, quelle che facevamo a luglio, ma farle. Ottobre, poi, è un un ottimo mese per i grandi progetti :)

Sarà che sono un grandissima fan dei pisolini, ma io ho proprio bisogno di questo periodo di decompressione, di riposo dopo il riposo. Mi risveglio piano piano facendo le solite cose di lavoro. Introduco i cambiamenti soltanto come idee, idee che mi appunto sull’agenda e che, mi dico, considererò il mese prossimo quando sarò davvero ben sveglia.

Sul divano

Per esempio, anche al weekend non è che vada in giro a visitare mostre o a fare camminate in montagna. È vero, potrei godermi questi ultimi giorni di caldo facendo cose all’aperto, specie visto che tra poco i miei fine settimana saranno devoluti ai corsi Zandegù. Però invece di uscire, lo ammetto, preferisco passare i miei sabati e domeniche sul divano, leggendo e guardando vecchi film alla Tv.

Orgoglio Curva

Non guido l’auto, ma ricordo benissimo che prima delle curve si rallenta. Ecco, prima di girare, svoltare, lanciarsi (nella vita e nel lavoro), meglio rallentare. Anche perché poi magari si capisce che non era proprio lì che si voleva girare, era troppo presto, era la prossima. Magari si evita di toccare un’auto parcheggiata, sterzando troppo bruscamente.

Cosa faccio io per ripartire piano piano, carburare lentamente e, nello stesso tempo, senza avere la sensazione di essere una scansafatiche totale tipo Paolino Paperino?

Incontro un sacco di gente per il caffè

Cioè delle chiacchiere di lavoro ma più rilassate, dove si programmano cose concrete, senza fare quelle riunioni operative con 30 pc, 50 quaderni e 20 calendari. Diciamo che sono incontri preliminari dove si buttano le basi per nuovi progetti. Progetti non assurdi, cose che avresti fatto anche a luglio, intendiamoci. Basi solide, poi. Non incontri fuffa dove non si decide nulla e si mena il dog per l’aia.

Programmo un solo evento nel mese

Ché poi i primi giorni di settembre sono tutti ancora in ferie. Tanto vale usare soltanto la seconda metà del mese e organizzare un solo evento (o lancio di prodotto). Se le energie sono poche vanno canalizzate su meno cose, fatte però bene.

Studio tanto

Mi riprometto di studiare ad agosto, ma poi la verità è che preferisco leggere Jojo Moyes e guardare la Tv. Così approfitto di questo mese pigro per leggere tantissimo (libri, blog, siti) e formarmi: mi servirà per produrre contenuti per il blog, per i video, per le dirette Instagram (che a proposito ricominciano lunedì 17/9 alle 14).

Sistemo il calendario

Non aggiungo o programmo molte novità (leggi: quasi zero) in questo mese, ma di solito faccio un bel check di tutto quello che ho da fare (cioè cose pianificate a luglio) da qui a fine anno. Lo faccio per essere sicura di ricordarmi tutto e avere ogni cosa sotto controllo. È incredibile quante incombenze, magari piccole e non troppo faticose, ti vengano in mente guardando il calendario. Per esempio: se so che il 18 settembre esce il nostro nuovo ebook (e infatti è così! Lo ha scritto Chiara Gandolfi), so che il giorno X dovrò mandare la newsletter per dirlo a tutti, il giorno Y dovrò fare una story, il giorno Z dovrò mandare il libro per le recensioni. Insomma, così facendo ti metti in moto senza dover concepire la prossima idea innovativa del secolo in un solo mese :D

Relax amico!

Ecco, questo è quello che faccio io. Not so much, vero? Però te lo dico per tranquillizzarti un poco: se anche tu ti senti stanco dopo due settimane di cocco-bello e fritti di pesce, sappi che è normale. Quando sono arrivata dalle ferie la mia mente era attiva a Torino e voleva lavorare, ma il mio corpo era rimasto a Ragusa a scofanarsi 3 arancine al giorno.

Indulgenza plenaria

Penso che per me questo sarà l’anno dell’indulgenza. Che non vuol dire, almeno per me, giustificare la pelandronite più acuta o l’indecisione o l’inazione. Vuol dire però ascoltarsi: se abbiamo bisogno di rallentare, di prenderci tempo, di guardare un attimo l’orizzonte, di leccarci le ferite, o di ripartire piano piano, abbiamo tutto il diritto di farlo. Senza farci colpevolizzare dai Sergenti Hartman del bullet journal, dai gerarchi del planning, dai guru delle idee creative 365 giorni l’anno. Pronto a ripartire?

Dai, iscriviti alla nostra newsletter

Cose nostre very buffe coi post del blog + news su corsi, ebook, eventi, sconti

Iscrivendoti accetti la nostra privacy policy