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12 Febbraio 2019
Marianna Martino

Sbagliare è sbagliato?

Mia mamma dice sempre che solo chi non fa niente non sbaglia mai. Questo vale nella vita, ma oggi volevo parlarti degli sbagli sul lavoro.

Io non so bene che impressione abbia la gente di Zandegù da fuori, ma penso che per molti siamo 4 persone (volevo scrivere “4 giovani”, ma poi ci ho pensato bene! Ahahahahah!) che fanno un lavoro super creativo, che non sbagliano un colpo, che sanno comunicare, lanciano corsi sempre pieni, padroneggiano le dirette, fanno i video, pubblicano libri lettissimi da chiunque.

Abbracci a panino

La verità è molto meno patinata. La realtà dietro lo schermo dello smartphone è fatta di giornate noiose, riunioni pallose, scazzi, hangover della sera prima smaltiti in ufficio, litigate feroci, pranzi di corsa, momenti di ansia risolti insieme, pianti per cose sceme, abbracci a panino quando siamo stanchi.

E la verità è che si sbaglia. E si sbaglia pure spesso.

Sbagliare ti fa sentire normale

Sbagliare nel lavoro è sbagliato? Secondo me no.

Sbagliare è necessario.

Ma non tanto per imparare dai propri errori e migliorarsi, quello ormai, dopo anni di post in merito, lo do quasi per scontato.

Sbagliare è necessario per sentirsi normali, per non pensare che 100 like o poco più facciano di te un figo. Per non farci incantare dalle sirene dei commenti pieni di cuoricini e credere che bastino quelli per essere arrivati.

Fossi figo

Non sentirsi fighi secondo me è importante per capire che tutti noi stiamo facendo un lavoro qualunque e, soprattutto, non necessario. Non stiamo elaborando un medicinale salva vita, o mandando sonde su Saturno, o operando bambini bisognosi in Africa. Non dobbiamo pensare di essere i più fighi del mondo. La spocchia, almeno secondo la mia opinione, non porta a nulla di buono.

Sentirmi poco figa, mi aiuta a rimettere in prospettiva le cose, a non indulgere nell’autocompiacimento, a concentrarmi sulle cose da fare.

Sbagliare è sano

Quindi, per tornare coi piedi per terra, sbagliare può essere utile. E io sbaglio spesso, dicevo. Non la prendo tanto bene, quando capita. Pretendo molto da me stessa e sbagliare mi pare inaccettabile. Però succede. E ho imparato alcune cose importanti da fare in questi casi. Una riguarda il lavoro interno di Zandegù, l’altra i clienti (corsisti, lettori, follower).

Se anche tu lavori in proprio e ti capita (penso proprio di sì) di fare delle cappelle di tanto in tanto, magari torneranno utili anche a te.

Se il tuo sbaglio rallenta i colleghi (o collaboratori)

Capita che non chieda ad Ale le grafiche per i corsi online e blocco il lavoro di Enrico che deve fare il montaggio. Che Marco non mi dia un feedback su un corso e io risponda in ritardo al docente. Che non sincronizziamo Google Calendar e nessuno sappia quando gli altri sono in ufficio e, puntualmente, non ci sono quando servirebbero.

L’ho già detto fino alla nausea, ma a me le uniche cose che salvano sono i calendari e Trello.

Il calendario ti permette di avere sempre tutto sott’occhio. A patto di tenerlo aperto sul desktop, pronto da consultare. Deve diventare un’abitudine.

Trello evita i lunghi scambi di email che poi vanno persi. Dentro ci sono tante schede, divise per task, con le loro campanelline che suonano all’avvicinarsi di una scadenza. Aiutano a non perdersi mai, o quasi.

Coordinare il lavoro di altre 3 persone non è facile. Ci sono stati momenti di delirio in ufficio in cui ci siamo interrotti ogni 2 minuti, non riuscendo a chiuderne una. Però, da qualche tempo siamo diventati un po’ più bravi. Ci diciamo subito cosa stiamo per fare: “Io per i prossimi minuti faccio le fatture, poi ci sono per parlare delle nuove foto”; “Raga, ho bisogno di 45 minuti per scrivere il prossimo post, non chiedetemi nulla, segnatevi le cose e ce le diciamo dopo”; “Oggi devo montare il nuovo vlog, non posso seguire la riunione, fatela voi”. Patti chiari, amicizia lunga.

Se il tuo sbaglio ha un impatto sui clienti

Qua secondo me le cose si fanno molto più spinose. Certo, se l’atmosfera in ufficio è caotica non si lavora per niente bene. Ma se un tuo errore impatta su un cliente è un casino, ti senti uno schifo e fai un torto a chi ti ha dato fiducia. E ti fai da solo un danno di immagine. Qua, secondo me, le cose da fare sono sempre e solo tre:

  1. chiedere scusa, se hai torto c’è poco da fare: si chiede scusa. Se il torto è ripartito, secondo la mia opinione, si chiede comunque scusa. Puoi anche spiegare le tue ragioni, ma non devi partire per una crociata. Meglio comunque scusarsi, come primissima cosa, e poi eventualmente argomentare;
  2. trovare una soluzione in tempi rapidissimi (massimo 24 ore). Una volta che hai ammesso il tuo errore, è bene proporre una soluzione al cliente: assistere e risolvere in modo tempestivo e cordiale. Oppure, quando non è possibile, procedere con un rimborso, un prodotto omaggio, uno sconto;
  3. gentilezza senza confini: essere sempre gentili, sorridenti, propositivi, disponibili. Mai lecchini, zerbini o fessi. La gente se ne accorge e si sente presa in giro. La gentilezza non potrà far altro che appianare incomprensioni e diverbi, avvicinare le persone, ammorbidire i toni, portare in fretta a una conclusione felice.

 

Penso che la cosa principale, nel lavoro, sia ovviamente limitare il più possibile gli sbagli. Con questo post non dico che dobbiamo diventare auto-indulgenti. Bisogna lavorare per migliorare, prevenire gli intoppi, conoscersi meglio. Ma anche quando impari tante cose, là fuori è pieno di territori inesplorati dove fare nuovi ed entusiasmanti sbagli. E allora cerchiamo di far diventare lo sbaglio un modo per tenere i piedi per terra e coltivare la gentilezza verso gli altri.

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