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18 aprile 2017
Marianna

Quanto vende un ebook?

Dai, so che sei curioso e vuoi sapere le cifre. E, giuro, te le svelo in questo post, senza tanti pudori.

Ma andiamo con ordine. Per prima cosa va ricordato che, per molti, l’ebook è la sorella sfigata del libro di carta. Giusto per dirti che noi di Zandegù non operiamo nel settore dove gira più cash del pianeta, ma mi sa che ne avevi già il sentore, vero? :)

Una parte noiosa con numeri che puoi saltare

Sicuramente l’ebook vende meno dei libri tradizionali, sia nel mondo che in Italia (dove, per altro, la lettura su carta è pure lei sempre molto sofferente). I più recenti articoli danno l’ebook drammaticamente in crisi in America; secondo l’AIE (Associazione italiana editori), nel 2015 il mercato ebook in Italia è, invece, cresciuto del 25% circa; il rapporto 2016 sulla lettura dell’Istat dice che circa 33 milioni di persone con più di 6 anni non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6%. Aiuto!

Quando abbiamo iniziato, quasi 5 anni fa, quindi, eravamo convinti che la strada sarebbe stata in super salita. Ci eravamo fatti due conti, pensavamo che la maggior parte dei nostri introiti sarebbe comunque derivata dai corsi e, col cuore in pace, ci siamo messi in cammino.

Nel nostro piccolo

Quando abbiamo lanciato la collana I prof, nel 2014, con Chi ha paura del business plan? di Francesca Marano (in collaborazione preziosissima col sito C+B), eravamo molto convinti della bontà del progetto, come si suol dire. Ci credevamo e ci crediamo un sacco. Rispetto agli incassi che facevamo solitamente, con questo manuale possiamo dire di aver fatto il botto. E poi sono arrivati gli altri: titoli di autrici e autori forti e conosciuti che hanno iniziato a vendere sempre di più.

Forse anche la coerenza della collana – passiamo lunghe ore a decidere quali sono i temi più interessanti e più necessari per i freelance, per capire cosa proporre e a chi – ha fatto la sua parte e, infatti, molte persone acquistano più di un manuale insieme.

In pratica un libro ha l’aspettativa di vita di un bruco

Negli ultimi 2 anni, quindi, dal primo manuale, abbiamo visto una crescita delle vendite del +300%. Un’enormità per noi e per le dimensioni della nostra casa editrice (momento avvocato del diavolo: è facile arrivare a percentuali tanto alte, se parti da una base di pochissimi euro!). Certo, va ricordato che le vendite sono lente, ma costanti. Rispetto a quando facevamo libri di carta le cose sono molto cambiate: prima ci giocavamo tutto nel primo mese di uscita del libro e poi arrivavano le rese. Dovevamo vendere tantissimo e subito. Con gli ebook, questa smania non c’è: la vita a “scaffale” è più lunga e l’utilità degli argomenti trattati in un manuale non passa subito di moda, ma dura nel tempo.

Ok, ok, ma ‘sti numeri?

Eccoli, scusa la lunga premessa! Il nostro best seller (escludendo, of course, i libri gratis) è Tutto fa branding di Gioia Gottini con 1.328 copie. Seguono Chi ha paura del business plan? di Francesca Marano con 1.290 copie e Vendere handmade di Francesca Baldassarri con 802 copie. Gli altri manuali pubblicati finora (alcuni da pochissime settimane) si assestano su numeri variabili tra le 300 e le 600 copie l’uno.

Ah, detta così sembra tutto rose e fiori e getti di banconote che ci colpiscono in piena faccia. Eh, magari! Con gli incassi degli ebook vanno pagati l’autore, il distributore, l’impaginatore, il grafico e il nostro lavoro di revisione, correzione e comunicazione. I guadagni ovviamente restano bassi, ma sono comunque cifre imparagonabili a quelle che (non) incassavamo quando facevamo libri di carta e la situazione era più simile alle nozze rosse di Game of Thrones che all’editoria. Dal confronto con altri colleghi editori, abbiamo comunque capito che i nostri numeri, per quanto non facciano girare la testa (a volte fanno girare le palle, però), sono davvero incoraggianti.

Questi di cui ti ho parlato, poi, sono i nostri bestseller, ci piace vincere facile quando raccontiamo le cose nostre nel blog. Ci sono anche alcuni ebook che sono stati un vero e proprio buco nell’acqua, ma non roviniamo il mood positivo di questo post: ne parleremo la prossima volta!

Insomma, se stavi pensando a una carriera come scrittore di ebook e credevi di arricchirti oltre misura, mi sa che queste righe sono per te una delusione. Sì, non girano i miliardi.

Siamo stati dei geni?

No, non credo proprio. Primo perché non abbiamo ancora comprato lo yacht, quindi direi che dei margini di miglioramento ancora li abbiamo. E poi perché non abbiamo inventato nulla di nuovo. Però abbiamo fatto due cose, che ti consiglio, se sei un aspirante autore o un collega editore: metterci in ascolto e ponderare ogni uscita.

Capire le tendenze, le mode e i bisogni del tuo target non è facile: ma se ci si concentra un poco, si può fare. Parlare con i lettori e i colleghi è un grande stimolo a provare nuove strade e ad aggiustare la rotta.

Ponderare ogni uscita, invece, ha significato per noi un cambiamento radicale: quando pubblicavamo su carta sceglievamo solo testi che parlavano al nostro cuore, fregandocene delle possibili vendite. “Se è ben scritto, venderà”, dicevamo. Purtroppo non era (è) sempre così. Oggi invece cerchiamo, sicuramente in modo molto meno romantico, l’intersezione tra buon libro e possibilità di vendita (per tipo di temi trattati, autorevolezza dell’autore, coerenza col nostro catalogo) e procediamo di conseguenza. Non so se è la ricetta per il successo, ma finora funziona.

Certo, questo approccio comporta lunghe riflessioni, riunioni, discussioni. Una cosa che noi, dal 2005 al 2010, non abbiamo mai fatto granché. La visione strategica non era per niente il nostro forte.

Insomma, quindi non è tutto rose e fiori, nell’editoria digitale, eppure, nonostante tutto, noi siamo stra-felici. Questo ci dà molta fiducia per il futuro dei nostri manuali. In tanti li stanno leggendo e trovando utili, per migliorare nel proprio lavoro e questa, alla fine della fiera, è la cosa che per noi di Zandegù conta più di tutte.

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