Malinverno

Di Fabio Lubrano

4,99

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Malinverno è un romanzo che vi commuoverà e incanterà. Una storia moderna e malinconica, piena di humor scritta da Fabio Lubrano. Uscito inizialmente su carta nel 2007 per Zandegù, Malinverno è stato un piccolo cult, un gioiellino che ha incantato molti lettori. Oggi Zandegù lo ripropone in versione ebook.

Gianni Malinverno vive da solo dopo che i suoi l’hanno abbandonato per fuggire in campagna. Ha pochi amici – Veleno “timbratore” seriale di ragazze, don Mauro un prete che odia Dio e Giovanni un vecchietto fuori di testa-, e un grande amore perduto. Ma una sera incontra Venere e tutto sembra destinato a cambiare radicalmente. Oppure no?

Ambientato a pochi giorni dal Natale, tra nevicate, panettoni e lucine, Malinverno è una favola, delicata e commovente, per adulti che vogliono ancora sognare. Un amore struggente in cui tutti potremo ritrovarci, perché chiunque, chi prima e chi dopo, è stato Malinverno.

Quando Malinverno era su carta

Malinverno

La postfazione di Matteo B. Bianchi – edizione 2007

Il libro postumo di uno scrittore vivente

Ho conosciuto Fabio Lubrano sotto forma di racconto circa tredici anni fa. Ero nella giuria di un premio letterario, da giorni stavo subendo la tortura di visionare storie illeggibili e la speranza di incappare in qualcosa di decente cominciava a farsi sempre più remota. Finché mi è capitato in mano un racconto che conteneva in apertura la frase: «Un cielo azzurro bidello è ciò che l’Illustre Pittore ha testé creato per il quadro di questa mattina». Utilizzare la tonalità della divisa dei bidelli per descrivere il colore del cielo era un’intuizione notevole e davvero divertente. La mia attenzione si riattivò immediatamente: forse dopo decine di testi sciatti e ripetitivi avevo finalmente tra le mani qualcosa di interessante. Proseguii nella lettura e trovai confermate le mie aspettative. Lo inviai ai miei colleghi giurati e tutti condivisero il mio giudizio. Quel racconto vinse il concorso e venne pubblicato come singolo libretto per una casa editrice romana.

Quando conobbi il suo autore di persona venni a sapere che non era la prima volta che vinceva concorsi letterari e che suoi testi erano già apparsi in un paio di antologie. Gli chiesi di farmi leggere i suoi inediti e scoprii che i suoi racconti erano tutti notevoli. Fabio aveva l’invidiabile caratteristica di saper scrivere storie malinconiche con grande ironia, alternando commozione e comicità con uno stile che era tutto suo. Cominciai a pubblicarli sulla rivista che dirigo, tina, e lo invitai a collaborare a un’antologia che stavo curando. Non fui il solo ad accorgermi di lui, chiaramente. Il suo nome cominciò a farsi notare e in breve Fabio diventò una sorta di micro-star delle riviste letterarie, ricevendo proposte di pubblicazione da quasi tutte.

Accanto ai racconti però aveva completato anche un romanzo, intitolato Malinverno. Me lo fece leggere e, ancora una volta, ritrovai le caratteristiche che mi avevano entusiasmato nei suoi testi brevi. Lo incoraggiai subito a sottoporlo alle case editrici. Ero convinto che non avrebbe avuto difficoltà a procurarsi un contratto di pubblicazione.

Fabio cominciò dunque a far girare il dattiloscritto.
Venne contattato da un editore milanese che si dichiarava interessatissimo al libro e prometteva risposte in tempi rapidi. Purtroppo la trattativa andò avanti a lungo e non portò a nessuna proposta concreta.
Nel frattempo un critico letterario, consulente per un altro editore, lo aveva chiamato e gli aveva ventilato una possibile pubblicazione. Anche questa strada però, dopo settimane di rinvii, si rivelò fallimentare.
Esasperato, a quel punto Fabio scrisse un racconto memorabile, Curriculum Vitae, nel quale tratteggiava, con l’ironia delicata che gli è propria, tutta questa tragicomica epopea letteraria sfociata nel nulla.

Altri autori, con molto meno talento ma maggiore ostinazione, non si sarebbero fatti ostacolare da tutto questo e avrebbero proseguito imperterriti a proporre i loro lavori. Ma Fabio, essendo Fabio, no. Lui, semplicemente, si stancò. Di tutto. Dei critici, delle riviste, delle promesse degli editori, delle false illusioni. Smise di scrivere, trovò un lavoro regolare, alcune fidanzate (in sequenza, non contemporaneamente), si appassionò di musica e altre faccende. Appese la penna al chiodo, per usare un’impropria analogia calcistica, e si dedicò a una vita normale.

Una scelta ragionevole. Da persona dotata di buon senso e di capacità autocritica, in grado di valutare i pro e i contro di una situazione oggettivamente frustrante.

Certo, per come la vedevo io, che uno scrittore con le qualità di Fabio scegliesse di abdicare era un vero peccato. E non potevo fare a meno di pensarlo ogni volta che trovavo la casella mail intasata da brutti testi di presunti aspiranti autori.

Una volta ho anche provato a suggerire a un mio amico, proprietario di una piccola casa editrice, di pubblicare un libro che raccogliesse i suoi racconti già editi su riviste. Ricordo ancora la risposta che mi diede: «Sai che mi piacciono molto le sue cose, ma ormai ha smesso di scrivere, avrei l’impressione di pubblicare il libro postumo di uno scrittore vivente». Una risposta dal tono lapidario, che chiuse definitivamente (anche per me, come sostenitore) la faccenda.

Da allora sono trascorsi anni. Ogni tanto sento Fabio via email e mi sembra che due volte l’abbia anche rivisto di persona, ma forse sto arrotondando per eccesso. In questo lungo intervallo, lui ha interrotto il silenzio pubblico aprendo timidamente un blog. Forse un primo segnale di ripresa.

Qualche mese fa ricevo una email da Marianna Martino, la giovane editrice di Zandegù. Si lamenta della qualità scadente dei testi inediti che riceve, della difficoltà di trovare romanzi degni di pubblicazione e mi chiede se per caso abbia qualche giovane autore di qualità da suggerirle. Le rispondo che al momento non ho nessuno in particolare da poterle consigliare. Poi qualche giorno più tardi ho un’illuminazione. Scrivo a Fabio chiedendogli se ancora conservi il file di Malinverno e se, a distanza di tempo dalle precedenti brutte esperienze, potrebbe considerare di nuovo l’ipotesi della pubblicazione. Inaspettatamente lui dice di sì. Manda il file a Marianna che, come supponevo, si emoziona e decide di volerlo inserire nel suo catalogo editoriale al più presto. Non sono trascorsi neanche sei mesi e il libro è già nelle vostre mani.

Ho raccontato tutta questa storia per intero perché credo che da qualche parte contenga una lezione, anche se non sta a me dire quale. Ma soprattutto perché ora che Malinverno è uscito da quel cassetto dove è rimasto ingiustamente sepolto per tutto questo tempo sono più sereno. E infine perché mi auguro (nel senso proprio che lo auguro a me stesso, per il mio piacere di lettore) che questa non sia affatto un’opera postuma, ma solo un nuovo inizio di percorso per un brillante scrittore vivente.

Matteo B. Bianchi

La rassegna stampa dell’epoca

Vanity Fair – 21 ottobre 2008
Pulp – novembre 2008
Rockerilla – novembre 2008
Megajay – Radio Deejay – 15 novembre 2008
Konrad – marzo 2009
Unità 1 2 – 15 marzo 2009

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Autore

Fabio Lubrano

Fabio Lubrano è nato a Ravenna nel 1973. Vive a Milano dove lavora come IT manager. Nel 1995 ha pubblicato L’amore è una brutta cosa con un bel nome nei Millelire di Stampa Alternativa. Nel 2008 ha pubblicato su carta il romanzo Malinverno per Zandegù. Sempre per Zandegù, nel 2013 ha pubblicato Ok, panico! Guida alle crisi di panico: come procurarsele per vivere sereni. Nel giugno 2013 è uscito Volare sott’acqua per i tipi di LiberAria Edizioni. Il suo sito è www.fabiolubrano.it

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