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22 Gennaio 2019
Marianna Martino

I numeri sono l’unica cosa che conta

Non sono mai andata bene in matematica. Certi compiti prendevo 7, se copiavo arrivavo a 8, la maggior parte erano 4, 5 o 6 stentati.

Le funzioni non le capivo, le incognite rimanevano incognite, le relazioni fondamentali per me erano quelle con le mie amiche e il seno era quella roba ingombrante esplosa in prima media.

Oggi non so fare le divisioni senza calcolatrice; le percentuali solo se sono a cifra tonda, se devo calcolare uno sconto del 25% sono fritta.

Una volta ho preso “2 meno”

Per ragioni che non voglio davvero approfondire (ahhahahah!) ho fatto un liceo sperimentale con decine di ore la settimana di economia. Conti economici, bilanci, stati patrimoniali, redditi d’esercizio, contabilità: diciamolo, ero una sega. Una volta in seconda liceo ho preso “2 meno”. Ero terrorizzata di dirlo a mia madre. Ma il voto era così basso e quel “meno” così umiliante e insensato che persino lei non ha osato infierire e si è detta basita da una tale valutazione. Poi sono molto migliorata e avevo la media dell’8 (in economia, matematica sempre una pippa), però, appena ho preso il diploma, il mio cervello si è resettato e ho scordato tutto. Tutto.

Tanto, chi mai pensava che mi sarei messa in proprio e quelle nozioni sarebbero tornate utili? Ecco. Infatti. Ora sarebbero manna dal cielo, invece, siccome sono furba come una faina, preferisco studiare per due ore come fare una foto per Instagram piuttosto che capire come si legge il bilancino della commercialista.

Hi, I am John from Texas

Male! Male! Male! Lo dico a me stessa ben tre volte.

Perché, per la mia esperienza, i numeri della tua attività (e non quelli dei like e dei follower) sono l’unica cosa che ti parla sul serio e ti dice come ti stai comportando e cosa potresti fare. Io sono convinta che i numeri mi stiano dicendo qualcosa da molti anni. Io li guardo e non li capisco bene. È come se parlassero inglese: l’inglese lo so, ma chi parla ha un fortissimo accento del sud, tipo del Texas e si mangia un sacco di parole, certe vocali sono super strascicate. Magari, il soggetto in questione è pure tabagista (tabacco da masticare, peraltro) e ha un vocione roco e impastato, difficile da decifrare. Quindi qualche parola, la più semplice, la capisco. Ma perdo il discorso generale.

La stele di Rosetta

Ecco i numeri mi parlano e li capisco poco. Certo, c’è la mia commercialista che può aiutare a tradurre, tipo Stele di Rosetta. Ma alla fine lei traduce letteralmente. Dare un senso, per capire cosa è stato in passato e cosa fare nel futuro invece è compito mio, di imprenditore. E questo forse la dice lunga sul tipo di imprenditore che sono, ma di questa cosa te ne parlo tra un mesetto in un altro post.

A me puoi dirlo: sai cos’è un BEP senza guardare su Google?

Il punto non è darmi la zappa sui piedi da sola e dire che non sono una brava imprenditrice, anzi. Perché la verità è che – e lo sai anche tu – tutti noi freelance e piccoli business siamo colpevoli e ci comportiamo così di fronte ai numeri. C’è chi apre la partita IVA senza manco aver fatto un business plan; c’è chi lancia nuovi prodotti senza manco aver fatto un business plan (aridaje); c’è chi non tiene bene traccia delle spese e spende e spande e poi la commercialista grida: “Ehi, smettila con queste fatture d’acquisto!”; c’è chi invece non ha spese ma una marea di tasse e poi la commercialista grida: “Ehi, vedi di comprare qualcosa, sennò a giugno paghi mille milioni di tasse!”; c’è chi in 5 anni di attività non hai mai visto un conto economico e non sa quale comparto della sua attività generi più reddito; c’è chi manco sa cos’è un conto economico; chi sente il commercialista solo una volta l’anno, convinto che non ci si possa parlare; chi non ha idea della differenza tra snc e srl; o di cosa sia un BEP o un ROI.

Nudi e crüdi

Però tutti fenomeni dei filtri di VSCO.

Ecco, invece, i numeri per loro natura non possono mentire. Sono lì nudi e crudi come mamma li ha fatti e sanno dirci stato di salute passato e presente della nostra attività e forse, leggendo bene, saprebbero anche indicarci un pezzo di strada per il futuro.

Tre piccole cose da fare oggi, coi numeri

Il mio proposito per quest’anno è dedicarmi di più ai numeri. Se voglio crescere come dico da tempo, è arrivato il momento di non tirarsi indietro. E se vogliamo un Paese con imprenditori, anche micro eh?, forti e longevi, credo sia il caso che anche tu decida di passare più tempo con loro. Magari cominciando da tre semplici cose:

  1. controlla entrate e uscite ogni mese (anche usando un semplice Excel, senza tante app o complicazioni);
  2. fai sempre un business plan prima di lanciare un nuovo prodotto/servizio (e questo ebook può aiutarti);
  3. fatti mandare il conto economico (bilancino) dal commercialista ogni trimestre.

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