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16 marzo 2017
Marianna

Come nasce un ebook: Apro la partita Iva

La partita Iva l’ho aperta ben due volte: nel 2005, con la prima Zandegù di carta e, non contenta, la seconda nel 2012, quando la casa editrice è diventata di bit.

I primi anni, quell’anima pia di mio padre mi ha aiutato a tenere la contabilità: forse non si fidava, forse ricordava i miei 4 in matematica al liceo, forse trovava più pratico far tutto lui, forse è che avevo 21 anni e mi vedeva ancora come una bambina. Così, io ho navigato in un mare di semi-ignoranza dove mi sforzavo di capire che cappero significasse “partita di giro”, “registro dei corrispettivi” e via discorrendo, ma poi alla fine pensavo: “Whatever, tanto c’è mio padre che capisce al posto mio”.

Beautiful Iva

Ennò, ennò! Male male! Me lo dico da sola: che atteggiamento della pippa. Così, quando ho riaperto, ho voluto tenere io le briglie della relazione con quella santa donna della mia commercialista. Va detto: è una relazione tormentatissima, come manco Ridge e Brooke e Taylor.

Non ho una grandissima attrazione per tasse, Iva, prima nota, scorporo Iva, F24, certificazione Unica e compagnia cantando. Ma in fondo, raga, CHI? CHI ha attrazione per queste cose?

Tritacarte e cappelle

Però, mi sto impegnando moltissimo: se non capisco qualcosa sminuzzo i marones della povera Roberta, come manco un tritacarte elettrico. Telefono, mando email, domando, faccio mille ipotesi, mi inerpico in arguti ragionamenti, a volte invento nuove procedure burocratiche, mi capita di pagare l’imponibile delle fatture ma non l’Iva, ignoro i principi base del modello Intra e così via. Posso dire di essere migliorata in questi 4 anni? Tantissimo. Posso dire di aver fatto una buona dose di cappelle? Tantissimo.

Dalle radici alle punte

Quindi, i primi anni, mi tenevo lontana dai numeri, mi facevano paura, mi sembravano più grandi di me. Oggi fatico, faccio errori, ma so che tutto questo trafalgar di roba va tenuto sotto stretto controllo come manco a Sing Sing. Spesso, quando si è agli inizi di un’attività in proprio, si preferisce guardare solo alle cose belle, ai loghi, alla festa di inaugurazione, ai prodotti. E si ignorano tasse, contabilità e studi di settore. Male! Perché partire col piede giusto è l’unico modo per avere un business forte e sano, come manco dopo uno shampoo Pantene.

Un ebook sulle tasse e quelle cose spaventose lì

Ecco perché, insieme alle amicone di C+B, abbiamo pensato che era proprio necessario pubblicare un manuale che parlasse di come si apre una partita Iva e lo abbiamo fatto con la commercialista Carlotta Cabiati.

Il nuovo Prof si chiama Apro la partita Iva. Una guida pratica per il tuo business: tutto su regimi fiscali, tasse e altri argomenti «spaventosi» ed esce su tutti gli store del mondo il 21 marzo, primo giorno di primavera (e qui puoi già prenotarlo)!

Apro la partita Iva

Con un linguaggio semplice (spesso i commercialisti hanno ‘sto vizio di parlare in sumero antico e non è facile capirli) e tantissimi esempi chiari, così non ti perdi, Carlotta spiega quali sono i primi step da compiere se ci si vuole mettere in proprio, le cose da considerare, quale tipo di attività intraprendere, che codice Ateco scegliere eccetera.

La pensione è come lo Yeti: non esiste

Si parla di tasse (dall’Iva all’Ires), di previdenza (io sono del partito che non vedrò mai la pensione, ma… mai dire mai!) e di contabilità.

Inoltre, Carlotta fa un bell’approfondimento sul regime forfetario agevolato, usato da moltissimi freelance e liberi professionisti. Chi ci accede e come funziona? L’ebook dà tutte le risposte.

Consapevolezza

Questo manuale l’abbiamo pensato per tutti coloro che vogliono mettersi in proprio e vogliono farlo con consapevolezza e metodo, per freelance e piccoli business. Un libro certamente intenso, da leggere concentrati, perché ricchissimo di suggerimenti pratici e informazioni davvero importanti (post-it a portata di mano, eh?).

Il libro che, se l’avessi avuto a disposizione all’inizio delle mie avventure imprenditoriali, avrei trovato indispensabile!

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