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12 Marzo 2019
Marianna Martino

Che meraviglia!

Quando ero alle medie ho avuto una specie di crisi mistica. Sono stata cresciuta cattolica con tutto il circo di catechismo, messe alla domenica e scuola dalle suore.

Crisi mistica

Verso i 13 anni ho iniziato ad avere dei forti dubbi verso la fede, che non avevo mai e poi mai messo in questione. Improvvisamente, ‘sto fatto che ci fosse un dio lassù in cielo, quando qua era tutto una morte e distruzione, mi pareva avere sempre meno senso.

Insomma, dopo un lungo percorso (per me è stato davvero un travaglio), ho capito che non credevo. Però ho passato un anno e mezzo buono a farmi milioni di domande.

Una frase meravigliosa

Un giorno ne stavo parlando con mia nonna Alice, molto scettica sulla religione, e le ho chiesto: “Eh, ma se non c’è un paradiso, che senso ha vivere?”. E mia nonna mi ha detto una frase che mi ha fatto venire la pelle d’oca e me la ricordo ancora oggi. “Se penso che ogni giorno posso vedere il sorriso di un bambino, allora penso che la vita meriti di essere vissuta comunque”.

Una frase che spalanca un mare di possibilità, no? Una serie di riflessioni infinite. Una frase che è una fonte di meraviglia.

Triathlon per la mente

Stupirsi, specie quando si diventa adulti e un po’ cinici, è un’attività faticosissima. Allenare gli occhi e il cuore a vedere le piccole cose belle, i famosi momenti di trascurabile felicità, è uno sport che in confronto il triathlon è una passeggiata di salute.

Ma Dio solo sa (sempre a ‘sto punto che esista!) quanto invece tutti noi avremmo bisogno di meraviglia nella nostra vita. Un po’ tutti: chi fa un lavoro un po’ grigio e ripetitivo per non scomparire; chi fa un lavoro manuale per tenere anche la mente attiva; chi un lavoro creativo per non veder seccare la sua linfa vitale.

Granai di meraviglia

Abbiamo bisogno di scorte di meraviglia, per affrontare preparati questi anni faticosi e, a tratti, bui.

Meraviglia per essere elastici, pronti ad adattarci alle curve a gomito della vita. Meraviglia per essere ricchi, di idee innovative. Meraviglia per nutrire il bambino interiore che abita ognuno di noi e che deve sempre restare in salute. Meraviglia per aprire le nostre porte al nuovo e all’inaspettato. Perché l’apertura mentale può generare solo cose buone.

Ho scritto la scorsa settimana un post dove ti racconto 2 modi per tenere allenata la creatività (e, per certi versi, anche la meraviglia): puoi leggerlo qui.

Ho una scatola in salotto

Oggi invece ti voglio parlare di una scatola che tengo nella libreria di casa e che, involontariamente, è diventata la mia scatola delle meraviglie. Una scatola di cose belle e un po’ nostalgiche che tengo con cura e che riguardo di tanto in tanto, per ricordarmi chi sono, da dove vengo e chi posso ancora diventare. Dentro ci sono:

  • Una bambola kokeshi originale giapponese portata da un’amica
  • Una foto di me e della mia amica Luisa a 3/4 anni, sul balcone di casa mia
  • Il bigliettino con scritto “Pranziamo insieme?” del mio primo vero amore
  • La spilla della Tate Gallery di Londra con scritto “Future artist”
  • Delle mini Friulane, le pantofoline tipiche delle parti di mia nonna, che ho idea portino bene
  • Il Buru (nome tecnico!), un portachiavi a palla ipercolorato che mi aveva regalo Marco al nostro secondo o terzo appuntamento
  • Una ghianda di Central Park
  • Una cartolina molto buffa mandata dai miei

Sono cose parecchio insignificanti che ho raccolto negli anni e conservato. E forse belle proprio per questo. Ma si potrebbero fare scatole per qualunque uso, magari addirittura tematiche. Le scatole sono uno strumento molto popolare, basta che pensi a quanti servizi in abbonamento sono nati negli ultimi anni: ci sono aziende che ti spediscono ogni tot delle scatole con oggetti, cibo, arte, ecc. La mia capsula del tempo mi porta ricordi, ispirazione, nostalgia buona e tante cose insieme.

E poi sono arrivati Domi e Fra

Quando Domitilla Pirro e Francesco Gallo, inventori abilissimi delle Merende Selvagge, mi hanno parlato del loro progetto di fare un corso che, partendo dalla WunderKammer (la camera delle meraviglie), fosse una giornata di esperienze per coltivare la meraviglia, a me è scoppiato il cuore. Dovevo a tutti i costi lavorare con loro!

Così è nato Scrivere la meraviglia – Una scatola tutta per te!, un corso di una giornata, il 4 maggio, dove si scrive ma non serve essere scrittori, e dove ci si porta a casa una vera e propria scatola delle meraviglie ricca di cartoline, parole, diorami, pop-up, collage, oggettini. Una giornata dedicata a te e alla voglia di fare qualcosa di matto, utile e bello insieme. Lo prometto: torneremo bambini e daremo un sacco di acqua alla nostra pianta della meraviglia! Tutte le info le trovi a questo link e spero che questo corso possa piacerti, così magari ci vediamo in classe.

Cuore a mille!

Io sono entusiasta, perché solitamente Zandegù propone corsi molto teorici e pratici su temi spesso legati al lavoro. Questa volta invece andiamo a esplorare un campo un po’ intangibile, quello della creatività, ma il bello è che possono partecipare davvero tutti: creativi, scrittori, fotografi, liberi professionisti, chiunque voglia dedicare del tempo a sé, alla propria creatività e a conoscere persone interessanti. Per noi è una sfida lanciare questo corso, ma sono sicura che lo adorerai. Dal canto mio, non vedo l’ora di partecipare in prima persona. Quindi se ti va di avermi come compagna di banco, ci vediamo a maggio, per meravigliarci insieme!

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