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1 luglio 2016
Marianna

C’è una novità: abbiamo preso una sede!

Abbiamo una grandissima novità! Dai, non giriamoci troppo intorno: abbiamo preso una sede!
Una casetta piccolina con tanti fiori di lillà, una santa sede, un covo di perdizione… chiamala come vuoi, ma finalmente abbiamo casa.
Tutta nostra, per farci dentro ogni cosa che ci passa per la testa.

Dov’è, com’è?

La Zandecasa è a Torino, in via Exilles 18 bis, vicino a corso Francia, al parco della Tesoriera e a 1 minuto 1 dalla fermata Pozzo Strada della metro.
Il quartiere è molto tranquillo e pop, come piace a noi: non ci sono le strisce blu (cosa non da poco), abbiamo già individuato la piola dell’angolo (si chiama proprio così) per andare a bere le birrette e, davanti a dove staremo, c’è un bel giardino dove fanno gli orti urbani.

La sede è in un basso fabbricato all’interno di un cortile. Una volta era una tipografia e adesso ci siamo noi.
Per ora dentro c’è poco, perché dobbiamo fare parecchi lavori, in modo da renderlo il posto che ci immaginiamo nei nostri wildest dreams.

Quello che è sicuro è che ci sarà il nostro ufficio, il bagno, due aule formazione e uno spazio ancora senza nome per cazzeggiare – sala d’aspetto? Reception? Non sappiamo il nome preciso, ma ci saranno divani, poltrone e taaaanti libri.

Come mai questa decisione?

Dopo 3 anni ci pareva il momento giusto per fare questo passo: i corsi sono sempre di più, l’affluenza aumenta, i progetti crescono e volevamo fare tutte queste cose in un posto che ci rispecchiasse in tutto e per tutto, dalla maniglia della porta fino alle piastrelle del bagno. Un posto insomma à la Zandegù.

Abbiamo lavorato da casa, fatto corsi qua e là, affittato stabilmente aule per anni, preso in affitto un ufficio e ora ci sentiamo pronti per questa nuova avventura.

La nuova sede è un vaso più grande per permettere alle nostre radici di crescere, ma è anche un posto che stiamo pensando per te, per farti stare meglio quando verrai a trovarci.

Marianna guarda un lucernario

Santa Marianna da Torino ha le visioni mistiche e si domanda: “Avremo fatto bene?”.

Ma non ce la facciamo addosso?

Mamma mia se ce la facciamo addosso! Forse non fa figo dirlo così senza peli sulla lingua, ma Marco e io alterniamo momenti di puro entusiasmo – quando immaginiamo come arredare le aule, cosa appendere alle pareti, i corsi nuovi che faremo, gli eventi che potremo ospitare, tutte le persone che potranno venire a trovarci -, a momenti di terrore cieco e notti insonni – quando arrivano le fatture da pagare, quando pensiamo al futuro incerto, quando ci sembra un’impresa più grande di noi.

Boh, noi abbiamo fifa, ma Zandegù è più forte e furba di noi e ha gambette solide.

Cosa ci immaginiamo?

La Zandecasa non sarà casa tanto per dire, ma sarà casa per mille motivi: perché siamo una casa editrice, perché le nostre giornate di lavoro sono di solito così lunghe che sarà come una seconda casa (oh, se troverai la nostra spesa nel frigo non badarci), perché vorremmo davvero creare un posto dove chi passa da noi possa sentirsi a casa.

Per ora dire “sentirsi a casa” rientra nell’ambito delle buone intenzioni e belle parole, lo sappiamo, ma speriamo di farlo per davvero, una volta che apriremo i battenti. Un posto tranquillo e alla mano dove potrai venire a fare un corso, a vedere come stiamo, a leggere un libro, ad ascoltare un reading, a conoscere gente con i tuoi interessi, a sederti sul divano per un po’ e a prenderti un caffè con noi.

E ora?

I lavori sono tanti, la previsione è di aprire a ottobre, ma non sappiamo se ce la faremo. Magari alla prima martellata si scopre che la sede sorge su un cimitero Azteco, oppure arriva l’ASL e ci blocca tutto, ma noi lavoreremo per aprire il prima possibile, anche perché non stiamo più nella pelle!

Ovviamente, in queste prossime settimane ti racconteremo un po’ cosa succede e come procedono i lavori. Poi, quando sarà il momento, preparati, perché faremo una festa inaugurale che levati!

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